Gioco
Gli industriali pronti a investire in cultura
Dopo l’esperienza dello spot della Camerata, Cavicchi esorta i suoi a sponsorizzare le iniziative e invita gli enti a fare proposte : «la porta dell’Unione è aperta»
PRATO. Cambio di linea nell’Unione industriale pratese che punta a stimolare i propri associati a sostenere i progetti legati alla cultura. Perché cultura significa bello e bello fa bene anche alle attività produttive soprattutto se si occupano di moda. Il là è stato il sostegno - maggiore rispetto al solito - di Confindustria Prato allo spot promozionale della Camerata strumentale ma, garantisce il presidente Andrea Cavicchi, ci saranno altri progetti in futuro. Anche se soprattutto l’associazione cercherà di legare i progetti culturali della città alle sponsorizzazioni delle singole aziende.
«L’Unione industriale negli anni scorsi è uscita dalla società dellla Camerata strumentale - spiega Cavicchi - perché non possiamo far sì che il sostegno sia un’attività permanente. Questo non toglie però che c’è forte attenzione alla cultura, fondamentale per lo sviluppo del territorio. E quindi, parlando della Camerata, abbiamo continuato a sostenere concerti e iniziative sporadiche».
«Quest’anno - aggiunge Cavicchi - abbiamo voluto continuare a collaborare con la Camerata strumentale perché la comunicazione del bello di una città è una grande opportunità anche per le aziende. Le attività culturali sono il volano per la promozione di un territorio dedicato all’industria. Abbiamo deciso di sostenere quello spot perché abbina il bello e il buono alla città. Concetto valido sempre si parli di prodotti tipici o stoffe».
«E’ importante quindi - conclude Cavicchi - che l’industria torni a investire nel territorio. L’impegno dell’Unione industriale non può essere enorme ma vorrei che l’associazione riuscisse a coinvolgere le singole aziende: facesse da spinta affinché si investa nella cultura. Per il momento abbiamo collaborato col Pecci, con il Museo del tessuto c’è relazione continua. Vorrei che gli enti venissero a proporci i loro progetti. La porta insomma è aperta».
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