Sicurezza
Ambulatori, tanti cittadini disorientati dal cambio
PRATO. Cartelle cliniche in mano senza una bussola per orientarsi tra i corridoi. Con un dilemma sulla meta dove dirigersi: nuovo o vecchio ospedale? Ha fatto male le sue valutazioni Antonella, una...
PRATO. Cartelle cliniche in mano senza una bussola per orientarsi tra i corridoi. Con un dilemma sulla meta dove dirigersi: nuovo o vecchio ospedale? Ha fatto male le sue valutazioni Antonella, una futura mamma con il pancione che, ormai al nono mese di gravidanza, si è messa in coda all’Urp, nella palazzina 1 (l’unica a rimanere attiva nell’area) per sapere dove sottoporsi alla pre-ospedalizzazione. Si era recata al “Misericordia e Dolce”, visto che è ancora in funzione il reparto di ostetricia al secondo piano, ma solo per le ecografie. «Mi dispiace signora, deve andare al nuovo ospedale», le fa notare cortesemente l’impiegata dell’Urp dopo aver fatto un giro di telefonate ai colleghi trasferiti già a Galciana. Ma il nuovo ospedale non è proprio dietro l’angolo. Tocca sgolarsi a una guardia giurata, posizionata nell’area dello smistamento davanti alla portineria nuova. «Scusi, dov’è la cardiologia?», è la domanda di un anziano ignaro del trasferimento dell’ospedale appena avvenuto. Inevitabile il senso di smarrimento dell’utenza che attraversa i corridoi del “Misericordia e Dolce”, cercando di capire se l’ambulatorio d’interesse abbia già fatto le valigie per Galciana oppure no. «Le analisi del sangue non si ritirano più qua?», è la domanda di una signora che deve fare marcia indietro e tornare al Giovannini, dove d’ora in poi si ritirano i referti dei prelievi ematici. E se regnano ancora caos e disorientamento, nel primo lunedì dopo il trasferimento dell’ospedale, è perché ancora rimangono in funzione il poliambulatorio di urologia (sesto piano), dialisi, odontoiatria, ostetricia (secondo piano) per le cure e diagnosi prenatali. Attività agli sgoccioli e in fase di dismissione verso il nosocomio di Galciana. Se è difficile orientarsi per gli italiani, figuriamoci per gli immigrati, nonostante i cartelli multilingue, affissi dappertutto su porte e pareti.(m.l.)
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