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Prato, Nuovo ospedale, informazione bocciata

Prato, Nuovo ospedale, informazione bocciata

Il consigliere comunale Luciano Gestri (Indipendenti per Prato): «Non ci si orienta, fuori dai reparti non sono affissi i cartelli con gli orari del passo». Il bar è ancora chiuso, macchinette prese d'assalto

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PRATO. «Se non ci fossero state da pagare le penali sarebbe stato meglio aspettare ancora un po’ prima di aprire il Nuovo ospedale: ancora c’è tanta, troppa confusione». Questo il commento a caldo di Luciano Gestri, ex sindacalista di punta della Cisl Sanità di Prato e ora consigliere comunale di Indipendenti per Prato nonchè membro della commissione 5 sociale e sanità.

«Stamani, 14 ottobre, sono andato a fare una v isita al Nuoov ospedale - racconta Gestri - e devo dire che il primo impatto non è stato positivo. Subito nella hall si sente un rumore di fondo che dà fastidio. Sembra di essere ai Gigli. Appena entrato sono stato ricevuto dal direttore dell’ospedale Alessandro Sergi che mi ha accompagnato a visitare alcuni reparti. La prima cosa che mi ah colpito è la mancanza di una segnaletica che sia in grado di aiutare i pazienti e i visitatori ad orientarsi all’interno della struttura. Il colmo è stato un medico che ci ha chiesto dove si trovasse il suo reparto. Servirebbe anche una reception, un punto di accoglienza per aiutare le persone ad informarsi. Nel reparto di Medicina non c’è l’orario delle visite ai ricoverati. Ancora mancano i cartelli con gli orari del passo perché non sono stati ancora decisi. La gente è quindi costretta ad aspettare fuori e le sale d’aspetto erano piene».

Il consigliere Gestri punta l’indice anche su altre disfunzioni: «Trovo davvero strano aprire un ospedale senza la contemporanea apertura del bar. I dipendenti sono a casa in cassa integrazione e dipendenti dell’ospedale e visitatori sono costretti ad affollare le macchinette che distribuiscono caffè o bibite. Inoltre ritengo siano insufficienti i dieci posti auto riservati di fronte all’ingresso ai disabili. Ne occorrono senz’altro di più, anche per dare modo a chi accompagna una persona che non si può muovere di avvicinarsi il più possibile all’ingresso».

Gestri si è fermato a visitare anche il reparto di psichiatria. «C’è una stanza adibita ai fumatori, però mancano i posacenere. Il direttore Sergi mi ha detto che avrebbe provveduto a farceli mettere». «Sono andato a vedere anche i locali dove nei giorni scorsi era piovuto - prosegue Gestri - stavano ancora lavorando. Strada facendo abbiamo notato che un inserviente stava trasportando dello sporco in ascensore senza seguire il giusto itinerario. Anche questo non dovrebbe accadere. Devo anche aggiungere che non aver fatto coincidere l’apertura dell’ospedale con quella della farmacia interna, che aprirà solo mercoledì, ha provocato disagi per chi aveva bisogno di acquistare medicinali».

Tra le pecche anche qualche merito. «Mi sono piaciuto molto i giardini, gli spazi verdi», riconosce Gestri. (g.c.)

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