Il Tirreno

Prato

Residenze sanitarie, ognuno può scegliere quella che preferisce

Maria Lardara
Residenze sanitarie, ognuno può scegliere quella che preferisce

L’Asl di Prato è la prima azienda a recepire la direttiva sulla libera scelta, le strutture lo ribadiscono con forza

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PRATO. Uno può sceglierla vicino a casa, fuori Comune, addirittura fuori provincia. Ora si può. L’argomento è di quelli delicati, perché la sistemazione di un anziano non autosufficiente in una struttura residenziale in genere non è mai una decisione presa a cuor leggero dai familiari. Ma dal luglio scorso l’Asl 4 di Prato è la prima e unica azienda sanitaria in Toscana ad aver recepito la direttiva regionale sulla libera scelta del cittadino nei confronti di una residenza sanitaria assistita. Fin qui, tutto bene.

Non sono però tutte rose e fiori nel mondo delle Rsa pratesi (19 in tutto). Anzi, un certo malumore interno ha fatto sì che le associazioni da cui sono rappresentate abbiano comprato nei giorni scorsi uno spazio informativo a pagamento sul Tirreno per veicolare il messaggio che «la quota sanitaria per l’inserimento in Rsa, se giudicata necessaria da parte dell’Asl, è un diritto individuale della persona anziana, non di una particolare struttura». Ancora, «se il tuo congiunto è in lista d’attesa e ha quindi diritto al contributo dell’Asl, può scegliere la residenza sanitaria assistenziale che preferisce senza che alcuno possa condizionare questo diritto: il riconoscimento del contributo pubblico non può essere subordinato all’inserimento in questa o quella struttura, sia che si tratti di ricovero temporaneo, di dimissioni protette dall’ospedale o di un inserimento residenziale definitivo».

Richiamando la delibera della Regione, le associazioni Arsa, Uneba, Arat, Anast e Federsolidarietà ricordano infine che «nessuno può scegliere al posto tuo la residenza dove far assistere il tuo familiare anziano». L’impressione, che riecheggia fra le righe del testo, è che la libertà di scelta stabilita dalla legge non si traduca poi tanto nei fatti visto che gli inserimenti delle persone in lista d’attesa all’interno delle Rsa private convenzionate non sono così tanto aumentati negli ultimi tempi. Anzi, ultimamente vi sarebbero tanti posti disponibili, non così nelle altre Rsa che l’Asl 4 gestisce per conto proprio o indirettamente (Cicignano, Rsa di Narnali e Rosa Giorgi).

Numeri alla mano, sono 605 i posti garantiti attraverso le quote sanitarie a Prato, su un totale di 780 posti disponibili in tutte le 19 strutture del territorio. «Premesso l’apprezzamento per il grande lavoro che svolgono le Rsa pratesi e quello per la loro iniziativa promozionale, tesa a rafforzare le indicazioni provenienti dall’Asl 4 sulla volontà di garantire la libera scelta del cittadino, è un falso allarme quello che riecheggia fra le righe del manifesto – fa notare Riccardo Poli, direttore della Società della salute -. Aprendo il mercato si determinano più vantaggi per i cittadini ma aumenta il rischio d’impresa per le Rsa convenzionate che, sul territorio pratese, hanno una concentrazione maggiore che altrove. Anche perché – prosegue Poli – a fronte della libertà di scelta, il numero dei posti garantiti dalle quote sanitarie è rimasto sempre lo stesso ed è già tanto che queste non si siano ridotte. Venerdì prossimo comunque avrò un incontro con i rappresentanti delle Rsa pratesi: mi farò garante dell’applicazione della delibera regionale». Complesso è il sistema della ripartizione delle quote socio-sanitarie che permettono di abbattere i costi per il ricovero di un anziano nella Rsa: solo per la quota sociale, che tiene conto della situazione economica (Isee), la Regione ha stanziato 1 milione e 200mila euro attraverso il fondo di non autosufficienza mentre 4 milioni provengono dai Comuni dell’area della Sds (Prato fa la parte del leone). A ben guardare la delibera però, sono solo i titolari di prestazioni residenziali non temporanee, ovvero gli anziani inseriti a tempo indeterminato a esercitare il diritto di libertà di scelta. «E comunque – conclude Poli – le strutture residenziali che fanno capo direttamente all’Asl 4 trattano patologie specifiche e quindi non possono valere per tutti gli inserimenti»

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