Il Tirreno

Prato

I soldi confiscati ai cinesi torneranno sul territorio

di Cristina Orsini
I soldi confiscati ai cinesi torneranno sul territorio

E’ la promessa del ministro degli Interni Alfano ieri a Prato per firmare il Patto sulla sicurezza. In arrivo, entro ottobre, anche dodici poliziotti

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PRATO. Schieramenti di forze dell’ordine in assetto, paracadutisti, vigili del fuco, lunghe file di auto per gli accessi bloccati e centro storico chiuso difficile da percorrere sia per i pedoni sia per le biciclette. Così è stato accolto il vicepremier, ministro degli Interni Angelino Alfano, atteso ieri in Prefettura per la firma del Patto per Prato sicura. Qualche minuto di ritardo, assembramento di microfoni e telecamere. Tutto nella norma per un incontro atteso - tutti presenti, a partire dal prefetto Maria Laura Simonetti, il sindaco Roberto Cenni, il presidente delle Provincia Lamberto Gestri, il governatore Enrico Rossi oltre ai parlamentari Riccardo Mazzoni, Edoardo Nesi, Antonello Giacomelli e Matteo Biffoni - che qualche risultato l’ha dato. Tre le promesse fatte dal vicepremier alla città a fronte di richieste pressanti sull’adeguamento degli organici delle forze dell’ordine e per trovare una soluzione all’emorragia di capitali - 208 milioni nel 2012 - che da Prato partono diretti a Pechino. Una è una novità assoluta, una sperimentazione “dedicata” a Prato: la restituzione al territorio di una parte dei soldi di natura illecita sequestrati o confiscati nell’ambito delle inchieste. «La nostra volontà - ha affermato Alfano - è rendere Prato protagonista di un primo esperimento: la possibilità di restituire alla comunità locale parte dei profitti illeciti sequestrati e confiscati in modo tale che, sì, questi soldi confluiscano prima in un fondo nazionale ma poi possano essere restituiti alle comunità dai quali sono stati prelevati per il tramite della violazione della legge». Si tratta di una delle richieste che i parlamentari pratesi avanzarono al ministro tempo addietro, evidentemente accolta, e che riguarda in prevalenza, l’attività dei money transfer. Una legge per la quale è anche stata trovata la soluzione legislativa. E’ il deputato Pd Antonello Giacomelli a spiegarla: «Si userà un fondo creato da Alfano quando era ministro della Giustizia e che già prevedeva la restituzione di parte dei capitali mafiosi sequestrati. Lo stesso principio varrà per Prato». Non solo, però. Il ministro degli interni ha anche promesso l’invio di un contingente di forze dell’ordine. «Si tratta - spiega Riccardo Mazzoni, senatore Pdl - di un pacchetto di dodici poliziotti che dovrebbero raggiungere il territorio entro il mese di ottobre». Infine verrà costituito un tavolo di lavoro governativo dedicato a Prato: «Costituiremo una task force al Viminale - ha promesso Alfano - con le istituzioni locali, con le associazioni di categoria e con altri ministeri per riuscire ad affermare una cosa: che questa è una città accogliente, una città che è riuscita a fare integrazione ma che, se non si riesce ad assicurare sicurezza, è una città che potrebbe smettere di esserlo. Noi ci siamo - ha concluso - e pensiamo che lo stato debba vincere contro coloro i quali truffano, fanno profitti illegali e contro coloro i quali fanno concorrenza sleale danneggiando pratesi e italiani».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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