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Anche il Buzzi entra nel patto più incarichi al laboratorio

Anche il Buzzi entra nel patto più incarichi al laboratorio

PRATO. Troppi immigrati per una sola città. Il numero di stranieri a Prato, il disagio, le sofferenze della città, sono stati il leitmotiv degli interventi del sindaco Roberto Cenni, del presidente...

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PRATO. Troppi immigrati per una sola città. Il numero di stranieri a Prato, il disagio, le sofferenze della città, sono stati il leitmotiv degli interventi del sindaco Roberto Cenni, del presidente della regione Enrico Rossi e del presidente della provincia Laberti Gestri. E ognuno l’ha declinato in modo diverso. E’ stato Cenni a buttare sul tavolo i numeri: immigrati cresciti in 20 anni da 3mila e 30mila. Solo regolari, con una quota di irregolari stimati tra le 20 e le 40mila unità. Cenni ha sottolineato come la città «non sia razzista nonostante le difficoltà» e ha chiesto aiuto al governo sul fronte dell’adeguamento degli organici delle forze dell’ordine ma anche degli uffici periferici dello Stato (Inps, Inail, Asl, Agezie delle Entrate). Ha sottolineato come Prato «possa diventare con l’aiuto centrale un laboratorio di integrazione». Il presidente Rossi ha fatto un passo ulteriore: ha chiesto la costituzione di un tavolo governativo «perché i problemi di immigrazione di Prato, problemi straordinari, si riflettono anche sull’amministrazione regionale». Ed ha espresso soddisfazione per l’apertura del ministro che ha promesso una task force multidisciplinare. E’ stato Lamberto Gestri, invece, a evidenziare che ha Prato c’è il più alto tasso di abbandono scolastico. Soddisfazione espressa anche dai quattro parlamentari pratesi: Antonello Giacomelli, Riccardo Mazzoni, Matteo Biffoni e Edoardo Nesi per la decisione di sperimentare su Prato la restituzione di una parte di soldi e beni confiscati: «Il meccanismo giuridico individuato dal ministro testimonia - hanno commentato - un’attenzione non formale e la volontà politica del governo di procedere su questa strada».

Il Patto siglato prevede anche una città più illuminata: la Regione finanzierà gli interventi e la videosorveglianza. Anche il Buzzi entra nel patto: sul fronte della sicurezza dei prodotti della filiera della moda. Il Patto firmato ieri assegna la laboratorio del Buzzi le prove tecniche sui manufatti del distretto per valutarne performance e individuare eventuali sostanza pericolose. Al laboratorio saranno assegnate dalla polizia anche le analisi sui materiali sequestrati.

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