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Prato, Lega Nord: “Immigrati irregolari ora, delinquenti poi”. Pd: "Vergognatevi"

Prato, Lega Nord: “Immigrati irregolari ora, delinquenti poi”. Pd: "Vergognatevi"

Il commissario Patrizia Ovattoni difende il reato di immigrazione clandestina. «Questi invasori sono quelli che poi entrano nelle nostre case e te le svuotano». La replica di Citarella (Pd): "Vergogna, è solo razzismo"

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PRATO. Una difesa senza alcun ripensamento della legge Bossi-Fini nonostante le centinaia di morti al largo di Lampedusa e della drammatica situazione in cui si trovano i sopravvissuti. A farla è Patrizia OVattoni, commissario provinciale della Lega Nord. «I migranti che raggiungono le coste italiane senza diritto e permesso sono "invasori", "delinquenti" nel senso letterale del termine. E lo sarebbero in tanti altri dei Paesi che vengono erroneamente portati ad esempio da chi vuol cambiare le politiche di immigrazione in questo Pese. Devono provare vergogna coloro che fanno credere a questa povera gente che in Italia ci sia la terra promessa, posti di lavoro, futuro e sogni di fortuna per tutti. E probabilmente tra poco anche la possibilità di non andare più in prigione ma semplicemente a giro con un foglio d'espatrio che nessuno mai rispetterà».

«Ci troveremo così - prosegue Ovattoni - altre persone ridotte alla fame che scassano i bancomat e che ti entrano in casa, le svuotano e ti lasciano il disagio terribile di non essere più padrone della tua intimità, della tua casa, del tuo ambiente domestico. Siamo esasperati, tutti lo pensano ma non " sta bene dirlo". L'Europa deve intervenire, abbiamo bisogno di decisi interventi legislativi per il contrasto dell'immigrazione, questo irresponsabile buonismo alimenterà ancora di più il disastro umanitario al quale stiamo assistendo».

«"L'Italia non è un paese razzista", - continua il commissario della Lega Nord - segra dirlo è proprio la ministra Kyenge in un'intervista. Però è un paese, secondo la ministra, che non ha ancora elaborato una cultura dell'immigrazione e della società multietnica. Noi a Prato ne sappiamo qualcosa sull'argomento... Dovremo a suo dire imparare dagli altri paesi europei, ma che dice? Non sbarcano mica sul Tamigi gli immigrati e neppure sul Meno. E comunque in questi paesi esiste da anni il reato di immigrazione clandestina, mentre qua in Italia facciamo favori alla malavita; i clandestini sbarcano a casa nostra, noi li accogliamo, li sfamiamo e li curiamo. Ancora una volta il buonismo della sinistra ha superato il limite, l'Italia non è il paese del Bengodi, in Italia non c'è posto per tutti, messaggi sbagliati, pericolosi e profondamente illusori.Ma forse alla fine un vantaggio tutto questo lo darà a noi italiani: basterà aspettare ancora qualche anno e poi potremo essere noi nelle condizioni di chiedere "asilo politico" ai Paesi vicini….».

Non si fa attendere però la replica del centrosinistra, in questo caso rappresentato da Emiliano Citarella, capogruppo del Pd in Consiglio provinciale a Prato.  "Noi diciamo no" scrive Citarella. "Queste sono ore penose nelle quali si dovrebbe avere la sensibilità di comprendere l'enorme tragedia che si sta realizzando nel canale di Sicilia. Ed è per questo che la Lega nord pratese, nel più assoluto silenzio del centro destra, che identifica gli immigrati, specialmente quelli irregolari, come potenziali delinquenti compie un'operazione politicamente sbagliata e pericolosa, chiaramente strumentale ed elettoralistica e gioca sulle paure delle persone e sulla pelle degli immigrati".

"Il nesso causa – effetto di immigrazione=delinquenza è un retaggio di epoche buie del '900 dove il sonno della ragione ha generato mostri. Ci si dovrebbe vergognare - dice con forza il capogruppo del Pd in Provincia - E chi compie tale operazione sappia che sarà chiamato a risponderne politicamente. Chi fa politica deve usare la propria ragione soprattutto in questa fase di difficoltà economica della città, di nuove povertà, di imprese che chiudono, di giovani senza lavoro. Pensare di strumentalizzare questa situazione di disagio cavalcando il razzismo è molto pericoloso. E' un'ideologia che nega la diversità e la comprensione verso persone che fuggono da zone di guerra, povertà, sfruttamento. E che identifica il diverso come un nemico. Si chiama razzismo e nasce quando la ragione smette di fare il proprio mestiere. Non si individua il nesso reale tra le cause e gli effetti lasciando libertà alla parte irrazionale, di pancia, più oscura. Si individua una causa specifica per la crisi economica, sociale e culturale nel diverso. Sono gli immigrati: che vengono a sottrarci il lavoro, a rubare nelle nostre case e magari a compiere atti di violenza come se essere immigrato porti irrimediabilmente ad essere delinquente. Ed ecco creato il mostro che poi cresce nelle coscienze individuali e in quella collettiva in una voglia di irrefrenabile individuazione di un capro espiatorio di questa crisi. Però noi diciamo no a questo mostro ed agli irresponsabili che lo creano. E lo facciamo con decisione. Noi poniamo un argine democratico irrinunciabile a questa dottrina della paura che è anche un modo per non riconoscere il fallimento del centro destra: ci si dimentica che al governo della città c'è il centrodestra ormai da quasi 5 anni; ci si dimentica che questi sono gli effetti di una legge che si chiama Bossi – Fini e che è nata, cresciuta nella Lega Nord e che è una legge fallimentare; ci si dimentica che in questi anni il centrodestra nazionale ha governato a livello nazionale e che niente è stato fatto. Ci si dimentica di tutto questo, ovvero delle proprie responsabilità".

"Invece si dovrebbe essere comprensibili ed accoglienti verso quanti fuggono da situazioni di carestia, morte, di violenza - conlcude Emiliano Citarella -  si dovrebbe cambiare una legge nazionale inefficace; si dovrebbero sbattare i pugni sul tavolo di un'Europa troppo distante da questo dramma; si dovrebbe essere inflessibili contro le persone, italiane e straniere, che sfruttano direttamente o in conto terzi la manodopera dell'immigrazione clandestina e restituire dignità a queste persone, a queste lavoratrici e lavoratori che devono riacquistare la loro personalità; bisognerebbe chiedere un rafforzamento dell'intelligence investigativa a monte per impedire che questi flussi di immigrazione sfruttata si realizzino; bisognerebbe scrivere un nuovo patto di cittadinanza a Prato che tuteli tutti i cittadini di questa città, di ogni ordine e grado, provenienza, religione e cultura; bisognerebbe combattare le nuove povertà che colpiscono tutti italiani come immigrati. Va fatto adesso. E va fatto bene. La sinistra è nata per fare questo, io voglio fare tutto questo, questa è la nostra funzione".

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