La protesta
L’ex presidente del Tribunale anticipa il suo pensionamento
PRATO. Colpo di scena nell’udienza davanti alla commissione disciplinare del Csm, il Consiglio superiore della magistratura, che ieri mattina era chiamato ad affrontare il caso di Salvatore Palazzo,...
PRATO. Colpo di scena nell’udienza davanti alla commissione disciplinare del Csm, il Consiglio superiore della magistratura, che ieri mattina era chiamato ad affrontare il caso di Salvatore Palazzo, ex presidente del Tribunale di Prato, accusato di aver fatto favori al costruttore Riccardo Fusi.
Giovedì, alla vigilia della convocazione davanti al Csm, Palazzo ha presentato una lettera in cui chiede di anticipare il suo pensionamento, che doveva scattare alla metà di dicembre. La lettera è stata recapitata alla commissione disciplinare del Csm, che ha rinviato la trattazione del caso a gennaio. Nel frattempo il giudice Palazzo smaltirà tutti i fascicoli che gli sono stati assegnati. E’ dunque saltata la testimonianza del presidente uscente del Tribunale di Prato, Francesco Antonio Genovese, che avrebbe dovuto essere sentito dai membri del Csm.Salvatore Palazzo, ora presidente di sezione al Tribunale di Firenze, avrebbe dovuto andare in pensione tra un paio di mesi e con la mossa a sorpresa anticipa di un paio di mesi la sua uscita dalla magistratura. In caso di provvedimenti disciplinari da parte del Csm rischiava di perdere anni di anzianità.
Quanto ai rilievi mossi all’ex presidente del Tribunale di Prato, negli atti si faceva riferimento al fatto che Palazzo, da sempre amico di Riccardo Fusi, col quale trascorreva anche le vacanze, non si sarebbe astenuto dalla trattazione di decreti ingiuntivi che riguardavano società collegate al costruttore. Che Palazzo abbia fatto favori a Fusi è ancora tutto da dimostrare, mentre appare assodato che Fusi abbia fatto favori a Palazzo. Negli atti dell’inchiesta sul G8, nella quale Fusi è stato indagato insieme alla cosiddetta “cricca” che faceva capo ad Angelo Balducci, ci sono telefonate che il costruttore pratese fa per prenotare e pagare camere di albergo per la figlia di Salvatore Palazzo, interessamenti per procurare biglietti per una partita di calcio e per organizzare voli aerei per il giudice e la moglie. In un’altra telefonata agli atti il figlio del giudice chiederebbe a Fusi il suo elicottero per uno spostamento a Cannes. In un’altra è lo stesso magistrato che chiede a Fusi di intercedere per un incontro con Denis Verdini nel quale il figlio, notaio, gli vorrebbe esporre uno studio sul progetto di legge che prevede il trasferimento ai notai delle pratiche dei divorzi consensuali.
Chi ha conosciuto bene Salvatore Palazzo negli anni in cui è stato presidente del Tribunale di Prato dice che l’uomo è fatto così, dice a tutti di sì, ma poi decide in piena autonomia senza farsi condizionare. I decreti ingiuntivi per i quali ora è chiamato in causa ammonterebbero a 240.000 euro, una goccia nel crac della Btp.
Ma resta in piedi un problema non di poco conto, quello dell’opportunità. Può un magistrato di così alto livello intrattenere rapporti di amicizia e confidenza con imprenditori che poi rischia di vedersi di fronte nella veste di imputati?
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
