Proteste
Il vecchio ospedale è indifendibile
Troppi varchi, non solo dai giardini di Sant’Orsola: questione sicurezza irrisolta
PRATO. La relazione dell’ingegner Gianluca Gavazzi, capo dell’area tecnica dell’Asl, sull’impossibilità concreta di mettere in sicurezza il vecchio ospedale una volta che sarà completato il trasferimento nella nuova struttura di Galciana, di cui abbiamo dato conto nell’edizione di ieri, fotografa una situazione che è sotto gli occhi di tutti.
Basta fare un giro intorno al “Misericordia e Dolce” per rendersi conto che dopo la dismissione il vecchio ospedale rischia di diventare il rifugio dei senza tetto, che in città non mancano. Di fatto l’ospedale non può essere “sigillato” perché ha troppi accessi. E non c’è solo il fronte dei giardini di via Sant’Orsola, quello più scoperto, da presidiare. C’è anche quello che dà su via Dolce de’ Mazzamuti, vicino alla vecchia portineria.
Dalla parte di via Sant’Orsola è evidente che sarà molto difficile, se non impossibile, tirare su un muro o un’alta cancellata per tenere fuori le presenze indesiderate. Per di più su quel lato ci sono gli accessi dell’hospice Rosa Giorgi e della palazzina dell’Avis, a cui non si può chiedere di trasformarsi in guardiani del vecchio ospedale. Il comitato di Santa Trinita (vedi articolo in basso) propone di tenere fuori dalla recinzione il parcheggio, a cui si accederebbe dalla piazza del Collegio, ma il problema del blocco degli accessi alla struttura vera e propria del vecchio ospedale resta.
«Se ne sono accorti adesso - commenta la direttrice sanitaria Simona Carli mentre coordina il trasferimento dei pazienti verso il nuovo ospedale - Noi lo sapevamo dall’inizio e cercheremo di fare del nostro meglio, aumentando anche il numero delle telecamere». Nei prossimi giorni il direttore generale Edoardo Majno tornerà a parlarne con il Comune per trovare una soluzione efficiente.
Anche il lato dell’ospedale che dà su via Dolce de’ Mazzamuti al momento è scoperto. La recinzione metallica accanto alla siepe la può scalare anche un bambino e dunque bisognerà provvedere.
Un’idea che era venuta ai vertici dell’Asl era di offrire buona parte del vecchio ospedale come sede di polizia, carabinieri o guardia di finanza, che però hanno sedi relativamente recenti. In ballo ci sarebbe anche la polizia municipale, che invece è in una sede più cadente, quella di piazza Macelli. La presenza di una sede di forze dell’ordine servirebbe anche a scoraggiare gli intrusi. (p.n.)
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