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Prato

Rapina al portavalori tra gli arrestati anche due guardie

Rapina al portavalori tra gli arrestati anche due guardie

A Capalle fu messo a segno un colpo da settecentomila euro Un video ha incastrato anche il conducente del mezzo

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PRATO. Arrestati gli autori della rapina a un portavalori avvenuta il 22 marzo scorso a Capalle. La mobile di Firenze ha eseguito sette ordinanze di custodia cautelare in carcere e perquisizioni a carico degli autori della rapina ai danni di un furgone blindato Btv. Gli arrestati, italiani di età compresa tra i 25 e i 50 anni, sono tutti già noti alle forze dell'ordine. Rapina aggravata dall'uso di armi il reato contestato. Due guardie giurate colpite e ferite, seppur in modo lieve, 700.000 euro di bottino: fu questa la rapina al furgone portavalori assaltato nella zona industriale di Capalle e bloccato simulando un incidente con uno scooter. Tra i sette arrestati ci sono due guardie giurate della stessa ditta, la Btv Battistolli di Vicenza: sono l'autista dello stesso mezzo attaccato e un altro vigilante, anche lui conducente di furgoni della Btv Battistolli, ma quella mattina non presente sul luogo della rapina. La guardia giurata che conduceva il furgone simulò l'incidente con lo scooterista, anche questo un altro membro del commando, per avere il pretesto di bloccare il mezzo. Invece, il vigilante assente dalla scena del crimine fornì importanti informazioni alla banda come basista della rapina. Nel dettaglio, le indagini della squadra mobile di Firenze, grazie all'esame delle immagini riprese da telecamere, hanno stabilito che il conducente del furgone simulò totalmente di aver avuto un incidente con lo scooterista complice. L'incidente fu una finta completa perché non avvenne nessun contatto tra furgone e moto. Lo scooterista si gettò a terra senza essere nemmeno sfiorato dal furgone, così la guardia giurata che lo guidava ebbe così il pretesto per fermare il mezzo e agevolare l'assalto. Secondo la Questura, la guardia giurata che conduceva il furgone blindato fu lautamente ricompensato per il suo apporto al commando che fece la rapina. Gli altri due colleghi - feriti lievemente con colpi tirati con i calci delle pistole - erano ignari e subirono la rapina.Tre dei sette arrestati dalla polizia per l'assalto con armi al portavalori a Firenze hanno precedenti per omicidio. I tre, come evidenziato nella conferenza stampa con il capo della squadra mobile Lorenzo Bucossi e il procuratore di Firenze Giuseppe Quattrocchi, alzavano il livello di pericolosità del commando armato. Soggetto di spicco, già condannato per duplice omicidio e tentato omicidio, Raimondo Giuseppe Romano, 44 anni, originario di Gela, detenuto a Sollicciano dal 1992 e che al momento della rapina al portavalori si trovava in semilibertà. L'operazione ha inoltre portato in manette Mariano Bucca, 58, originario di Palermo ma residente a Lastra a Signa (Firenze), gravato da precedenti di polizia per omicidio, associazione a delinquere, furto e rapina. Altro personaggio di spessore Giovanni Grisafi, 61 anni, nato a Palermo ma residente alle Piagge, gravato da precedenti di polizia per omicidio e rapina, accusato di aver preso parte al colpo del 22 marzo 2013 e di aver fornito appoggio logistico. Arrestati inoltre Ivan Di Donato, 30, nato a Milano, residente a San Miniato con dimora a Castelfiorentino, che, oltre ad aver preso parte alla rapina, teneva i contatti tra il gruppo e le due guardie giurate complici; Gianluca Spanu, 26, di Palermo, residente a Firenze, responsabile di aver preso parte alla rapina e di aver procurato al gruppo i veicoli rubati. E le due guardie giurate, dipendenti del gruppo Btv Battistolli di Vicenza: l'autista del furgone, responsabile di aver simulato l'incidente che consentì di mettere a segno il colpo, Roberto Slanzi, 45, di Prato e residente a Pistoia, e il collega Andrea Rossi, 50, fiorentino, che in passato ha lavorato come guardia giurata perfino al Palazzo di Giustizia di Firenze.

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DELLA RAPINA

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