Attenzione
I controlli sull’immigrazione a Prato raccontati a Sofia e Londra
PRATO. Ci sono immagini di Prato che stanno facendo il giro del mondo ma non sono quelle dei capolavori esposti nella mostra “Da Donatello a Lippi”. Sono le foto e i video girati dalla polizia...
PRATO. Ci sono immagini di Prato che stanno facendo il giro del mondo ma non sono quelle dei capolavori esposti nella mostra “Da Donatello a Lippi”. Sono le foto e i video girati dalla polizia municipale di Prato nei capannoni cinesi dove convivono laboratori taglia e cuci e dormitori improvvisati: sporcizia, topi che si divorano un’anguria, armadi col doppio fondo (apri un’anta ed entri in un’altra stanza), librerie che celano un buco nel muro (oltre c’è un dormitorio) . Immagini di uno squallore indicibile, come la bidonville di via Chemnitz, che fotografano una realtà che a Prato è presente da almeno vent’anni. Questi documenti, insieme ai dati dell’attività svolta dalla squadra Interforze (Polizia municipale, vigili del fuoco, polizia e carabinieri, ispettorato del lavoro, Inps, Asl) sono stati raccolti in un progetto che è stato esposto prima a Londra (18-20 settembre) e poi a Sofia (1-2 ottobre) all’interno del “Project Selpe (Sharing Experience in Local Policing in Europe).
«Il nostro progetto antiillegalità - ha spiegato l’assessore alla Sicurezza Aldo Milone - è stato scelto, insieme ad un altro di Palermo, per essere presentato all’interno di questa iniziativa europea promossa dall’Associazione Giancarlo Siani, dal ministero interno bulgaro, dalla polizia di Valencia e dal Criminal Policy Research, King´s College di Londra . Questo progetto, tengo a precisarlo, è totalmente finanziato dalla comunità europea. Per noi l’essere stati scelti costituisce il meritato riconoscimento del lavoro svolto da quattro anni; ci ha fatto inoltre piacere rappresentare l’Italia».
Ma come è stato accolto questo spaccato inedito dell’Italia e di Prato in particolare: «Le polizie degli altri Paesi europei hanno mostrato molta sorpresa - riferisce il commissario Flora Leoni, presente alla conferenza stampa insieme al comandante Andrea Pasquinelli - ci hanno rivolto domande legate al nostro modo di operare e all’eventuale collaborazione fornita dai cittadini cinesi irregolari». «Il nostro è un lavoro di gruppo - aggiunge il comandante Pasquinelli - lavoriamo fianco a fianco con altri enti, alla fine il lavoro comune confluisce in un’ordinanza sindacale con la quale viene dichiarata l’inagibilità del fondo. Proprio perché sono tanti i riscontri che vengono raccolti diventa praticamente inattaccabile».
Una guerra che spesso cela sorprese, come quella di due ditte fantasma, sequestrate negli ultimi giorni, totalmente sconosciute alla Camera di commercio.
Per indagare su questo mondo la prossima settimana verrà a Prato una troupe di “Ballarò”: già contattato l’assessore Milone. «L’interesse per la nostra attività ormai non conosce confine - commenta Milone - dopo la troupe di una televisione spagnola prossimamente verrà in città anche una televisione australiana.
Giovanni Ciattini
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