Il Tirreno

Prato

Bosi e Alberti, i candidati alla segreteria del Pd di Prato

di Cristina Orsini
Bosi e Alberti, i candidati alla segreteria del Pd di Prato

Il primo ha il supporto delle correnti che fanno riferimento a livello nazionale a Cuperlo, Franceschini e Renzi, il secondo è sostenuto dalla corrente che fa riferimento a Civati

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PRATO. A due ora dal deposito delle candidature per i candidati al congresso, il Partito democratico ha finalmente chiuso i giochi. Due i candidati certi: Gabriele Bosi scelta condivisa da "cuperliani"- ovvio, Bosi ne è sostenitore ma certamente si ritirerà dal coordinamento di supporto a quella mozione - dei "franceschiniani" e anche dai "renziani", con qualche fatica superabile «perchè questa volta c'è una ragione superiore - spiega Matteo Biffoni, deputato e leader dei rottamatori pratesi - che è quella di ricostruire il Pd di Prato per andare alle amministrative. Bosi è una persona per bene e seria».

Non sarà l'unico "corridore" in pista perché la componente civatiana - punti di riferimento sul territorio Simone Mangani, Ilaria Santi, Marco Monzali - avrà il suo rappresentante: Gabriele Alberti, l'unico nome rimasto dall'iniziale rosa di quattro papabili.

Ricambio generazione sicuro: si profila infatti un confronto tra due giovani del partito. Bosi, capogruppo alla circoscrizione centro ha 29 anni.

Gabriele Alberti, capogruppo alla Sud, ex componente della segreteria Bugetti, fuoruscito assieme ad altri sette dopo il tradimenti dei 101 (la mancata elezione di Prodi a presidente) e per qualche maldi pancia sulla gestione del partito, ne ha invece 35.

Il primo un "ortodosso" (tra gli eventi significativi sul suo profilo Facebook c'è la frequentazione della scuola di partito delle Frattocchie) che però piace ai moderati ma che ha ottenuto anche il gradimento dei "senior" : «Un buon inizio» è il commento di Bruno Ferranti, segretario Pd prima di Bugetti, il secondo che rappresenta l'anima più a sinistra del partito. Il primo con qualche chance in più di arrivare al quel 50% più uno di voti necessari per l'elezione (92 circoli), il secondo - salvo imprevisti - con un futuro tracciato di corrente interna. «Punto decisamente all'unità del partito - è il primo commento di Bosi - e mi dispiace che un segmento abbia invece preso un'altra strada. Che però resta l'unica via maestra per affrontare la tornata delle amministrative e riprendersi il governo della città».

Per un paio d'ore - nella girandola di nomi buttati sul piatto e subito "impallinati" dai veti incrociati, un esercizio compiuto con costanza negli ultimi due giorni al tavolo delle trattative - è spuntata anche una terza candidatura, quella di Cristina Sanzò, componente della segretaria Bugetti che però è presto rientrata. «Si trattava - liquida la cosa Ivano Menchetti, uno dei componenti del tavolo - di un 'operazione nostalgica che non avrebbe avuto senso».

Ovvero Sanzò che avrebbe appreso della sua entrata in scena, con un certo disappunto, a raccolta di firme già iniziata, sarebbe stata buttata nell'agone da qualcuno vicino alla segreteria in carica quando - per poche ore - il candidato unico è stato Matteo Biffoni "bruciato" dalla perplessità del gruppo Mangani-Santi. Si sa quando inzierà il congresso? Ancora no. Ma di sicuro a fine mese.

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