Il dolore
Prato, allarme della Cgil sanità: «A rischio 70 posti nell’Asl»
Forte preoccupazione del sindacato in vista della scadenza dei contratti di decine di lavoratori. Polemica con la Regione per non aver stanziato risorse in occasione del trasloco dal vecchio al nuovo ospedale
PRATO. «E’ necessario rinnovare i contratti in scadenza dei 130 lavoratori precari, quasi tutti infermieri e personale sociosanitario, altrimenti il nuovo ospedale non funzionerà». A rischiare il posto una volta che il nuovo ospedale di Prato entrerà a regime sarebbero una settantina di lavoratori in tutto secondo il quadro generale dipinto dalla Cgil, i cui rappresentanti chiedono che vengano mantenuti i posti di lavoro attuali (ad oggi sono in tutto 2.728 i dipendenti dell’azienda ospedaliera di Prato) per garantire il corretto funzionamento del nuovo modello assistenziale.
«Se vogliamo che il nuovo assetto funzioni - dichiara Sandro Guarducci,delegato Rsu della Cgil - occorre spostare il personale in esubero sui servizi territoriali, altrimenti ci troveremo a dover gestire problemi seri con il rischio di non essere in grado di dare una risposta sufficiente alla domanda che può avere dei picchi altissimi: basti pensare al pronto soccorso in alcune giornate si superano anche i 300 accessi». «Ci risulta che la Regione stia facendo pressione sull’azienda sanitaria affinché l’organico venga riportato al livello del 31 dicembre 2012, quando era pari a 2.660 unità - spiega Massimo Rasile, responsabile sanità della Funzione pubblica della Cgil, - ma non siamo d’accordo con questo ragionamento perché le limitazioni sulle assunzioni previste per legge riguardano la spesa non il numero di unità.». A questo proposito Rasile chiede all’Asl di aprire un tavolo di discussione sulla riorganizzazione del personale sollevando anche il problema delle ore di ferie arretrate da smaltire, che sarebbero aumentate con la richiesta di prestazioni di lavoro straordinario in occasione delle operazioni di trasloco. In questa fase ,infatti, il personale ospedaliero è stato sottoposto a uno sforzo e un carico di lavoro maggiori, che «meritavano di essere riconosciuti», aggiunge il responsabile sanità della Funzione pubblica, il quale punta il dito contro la Regione accusandola di «non aver destinato un euro per premiare quei dipendenti che si sono impegnati in attività di vero e proprio imballaggio e inscatolamento per assicurare lo svolgimento delle operazioni di trasloco».
Infermieri e oss non sono tuttavia rimasti a bocca asciutta. Per andare incontro ai lavoratori che effettivamente in questa fase hanno svolto diversi straordinari, si è giunti a un accordo che consente di mettere qualche soldo in più nelle loro tasche facendo leva su due strumenti. «Da una parte sono stati stanziati 160mila euro del fondo lavoratori che saranno ripartiti tra tutti in base all’impegno - spiega - invece per le ore che il personale ha fatto in più si è applicato l’istituto dell’attività aggiuntiva che consentirà di ricavare una retribuzione oraria doppia rispetto a quella contrattuale». Novità anche riguardo alla riorganizzazione territoriale dell’emergenza sanitaria, in vista della ridefinizione delle centrali operative del 118.
«Dall’inizio di questo mese - fa sapere Lorenzo Pacini, delegato del 118 - 12 persone si trasferiranno a Firenze per il passaggio delle chiamate di soccorso dal centralino di Prato a quello di Firenze. Si pensa che sia un passaggio temporaneo, in attesa di conoscere l'assetto regionale. Queste dodici persone saranno trattenute a Firenze per circa 4 mesi per dare tempo all’Asl 10 di formare il personale che dovrà prendere in carico le telefonate di Prato. Dal punto di vista territoriale sarà rinforzato l'impegno degli infermieri sul territorio pratese in vista del riassetto futuro, che sarà imperniato attorno alla figura dell'infermiere».
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