Il Tirreno

Prato

Rapina al portavalori a Capalle, sette arrestati

Rapina al portavalori a Capalle, sette arrestati

Prato, in manette i componenti della banda che assaltò un furgone blindato. In arresto anche due vigilantes, uno dei quali si trovava alla guida del mezzo 

5 MINUTI DI LETTURA





(nel video la moto dei banditi che taglia la strada al furgone e poi i rapinatori che entrano in azione con le pistole spianate sulle guardie giurate e portando via il bottino)

PRATO. Arrestati gli autori della rapina a un portavalori avvenuta il 22 marzo scorso a Capalle. La mobile di Firenze ha eseguito sette ordinanze di custodia cautelare in carcere e perquisizioni a carico degli autori della rapina ai danni di un furgone blindato BTV.

Gli arrestati, italiani di età compresa tra i 25 e i 50 anni, sono tutti già noti alle forze dell'ordine. Rapina aggravata dall'uso di armi il reato contestato. Due guardie giurate colpite e ferite, seppur in modo lieve, 700.000 euro di bottino stimato in un primo momento: fu questa la rapina al furgone portavalori assaltato il 22 marzo scorso nella zona industriale di Capalle e bloccato simulando un incidente con uno scooter. Le guardie a bordo fermarono il mezzo per sincerarsi delle condizioni dello scooterista e così vennero circondate dai banditi.

Il commando agì in pieno giorno verso le 8.30 e per minacciare i tre vigilantes mostrò anche un candelotto di dinamite, poi risultato falso agli artificieri.

Tra i sette arrestati per la rapina al furgone portavalori assaltato con pistole e fucili a pompa ci sono due guardie giurate della stessa ditta, la Btv Battistolli di Vicenza: i complici sono l'autista dello stesso mezzo attaccato e un altro vigilante, anche lui conducente di furgoni della Btv Battistolli, ma quella mattina non presente sul luogo della rapina.

Secondo la polizia ebbero compiti decisivi. La guardia giurata che conduceva il furgone simulò l'incidente con lo scooterista, anche questo un altro membro del commando, per avere il pretesto di bloccare il mezzo. Invece, il vigilante assente dalla scena del crimine fornì importanti informazioni alla banda come basista della rapina.

 Nel dettaglio, le indagini della squadra mobile di Firenze, grazie all'esame delle immagini riprese da telecamere, hanno stabilito che il conducente del furgone simulò totalmente di aver avuto un incidente con lo scooterista complice. L'incidente fu una finta completa perché non avvenne nessun contatto tra furgone e moto. Lo scooterista si gettò a terra senza essere nemmeno sfiorato dal furgone, così la guardia giurata che lo guidava ebbe così il pretesto per fermare il mezzo e agevolare l'assalto.  Secondo la Questura, la guardia giurata che conduceva il furgone blindato fu lautamente ricompensato per il suo apporto al commando che fece la rapina. Gli altri due colleghi - feriti lievemente con colpi tirati con i calci delle pistole - erano ignari e subirono la rapina.

VIDEO Il blitz nella tana dei banditi

Tre dei sette arrestati dalla polizia per l'assalto con armi al portavalori a Firenze hanno precedenti per omicidio. I tre, come evidenziato nella conferenza stampa con il capo della squadra mobile Lorenzo Bucossi e il procuratore di Firenze Giuseppe Quattrocchi, alzavano il livello di pericolosità del commando armato che agì il 22 marzo scorso nella zona industriale di Capalle (Firenze). Soggetto di spicco, un affiliato alla Stidda, la mafia di Gela, già condannato per duplice omicidio e tentato omicidio, Raimondo Giuseppe Romano, 44 anni, originario di Gela, detenuto a Sollicciano dal 1992 e che al momento della rapina al  portavalori si trovava in semilibertà. Secondo le indagini della squadra mobile di Firenze, la mattina del 22 marzo uscì dal carcere ma non si presentò alla ditta dove lavorava come carpentiere proprio perché impegnato nella rapina al  portavalori. Tre mesi fa gli agenti della squadra mobile di Firenze avevano notificato all'uomo un'ulteriore ordinanza di custodia cautelare in carcere per omicidio, su disposizione della Dda di Catania, perchè ritenuto uno dei due uomini che il 15 luglio 1991 uccise a colpi di pistola Paolo Nicastro appartenente alla Stidda di Gela.

Dalle indagini è emerso anche un clamoroso errore dei banditi: presero 700.000 euro in contanti, ma si dimenticarono nel furgone un sacco contenente un altro mezzo milione di euro, che era rimasto sotto un giubbotto antiproiettile.

L'operazione, denominata 'Trenta Denarì, ha portato in manette per l'assalto al portavalori Mariano Bucca, 58, originario di Palermo ma residente a Lastra a Signa (Firenze), gravato da precedenti di polizia per omicidio, associazione a delinquere, furto e rapina: fu processato nel 1985 a Reggio Emilia per l'uccisione di due uomini sull'autostrada del Sole, duplice omicidio avvenuto l'anno prima nell'ambito di una guerra fra clan per il controllo del traffico di droga. Altro personaggio di spessore Giovanni Grisafi, 61 anni, nato a Palermo ma residente alle Piagge (Firenze), gravato da precedenti di polizia per omicidio, oltre trent'anni fa, e rapina, accusato di aver preso parte al colpo del 22 marzo 2013 e di aver fornito appoggio logistico.

Arrestati inoltre Ivan Di Donato, 30, nato a Milano, residente a San Miniato (Pisa) con dimora a Castelfiorentino, che, oltre ad aver preso parte alla rapina, teneva i contatti tra il gruppo e le due guardie giurate complici; Gianluca Spanu, 26, di Palermo, residente a Firenze, responsabile di aver preso parte alla rapina e di aver procurato al gruppo i veicoli rubati, uno scooter e un'auto, usati per il colpo. E le due guardie giurate, dipendenti del gruppo Btv Battistolli di Vicenza: l'autista del furgone, responsabile di aver simulato l'incidente che consentì di mettere a segno il colpo, Roberto Slanzi, 45, di Prato e residente a Pistoia, e il collega Andrea Rossi, 50, fiorentino, che in passato ha lavorato come guardia giurata perfino al Palazzo di Giustizia di Firenze e che, secondo le indagini, ha fornito informazioni sul carico e sul percorso del furgone al gruppo criminale. Inoltre la polizia ha denunciato altre due persone, due ritenuti fiancheggiatori del commando per aver collaborato nel reperimento e nella custodia dei veicoli usati per la rapina

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa