Il dolore
«Siamo sorpresi, era lui che faceva e disfaceva...»
PRATO. Comunque vada a finire il procedimento penale nel quale Paolo Bianchi è accusato di malversazione e la causa di lavoro nella quale lo stesso Bianchi chiede 300.000 euro all’Arci, si può dire...
PRATO. Comunque vada a finire il procedimento penale nel quale Paolo Bianchi è accusato di malversazione e la causa di lavoro nella quale lo stesso Bianchi chiede 300.000 euro all’Arci, si può dire che è finita un’epoca.
Volano gli stracci nella più importante associazione di volontariato della provincia di Prato (60 circoli, 17.000 soci). Quando nel luglio dell’anno scorso i dirigenti riuscirono non senza fatica a estromettere il presidente che per trent’anni aveva gestito i conti e le attività dei circoli e delle Case del popolo si trovarono davanti un po’ di macerie.
«Abbiamo ereditato una situazione molto pesante che abbiamo in parte recuperato - spiega il nuovo presidente Andrea Barni, 43 anni, consigliere comunale del Pd a Vaiano - Abbiamo chiuso il bilancio del 2012 con un attivo di centomila euro, abbiamo restituito alla Regione 250mila euro ed entro la fine dell’anno restituiremo il resto chiudendo questa partita».
Ora però l’ex presidente vi fa causa e chiede 300.000 euro...
«Ci sembra una cosa inverosimile. Il presidente era lui, faceva e disfaceva, nominava i dirigenti che poi, secondo il suo ragionamento, gli avrebbero dato le direttive e non gli avrebbero pagato lo straordinario. Ci difenderemo in Tribunale».
Secondo lei come sono stati gestiti i conti dell’Arci nell’era Bianchi?
«Non bene. Essendo stato anche sindaco di Montemurlo, avrebbe dovuto ben sapere come si gestiscono i soldi pubblici e invece, stando alla sentenza della Corte dei Conti, quelli ricevuti dalla Regione per l’apertura degli asili li ha usati anche per mettere a posto i conti dell’Arci. Prendeva anche un ottimo stipendio».
Lo stesso che prende lei?
«No, diciamo che ora sono finite le spese pazze. Io prendo un rimborso spese e la sera faccio la pizza al circolo. Ora l’Arci è veramente un’emanazione delle strutture territoriali».
Lei crede che Bianchi si sia messo dei soldi in tasca?
«No, non lo credo. Credo che non abbia gestito bene quelli dell’associazione».
E secondo lei l’Arci risentirà di quello che è accaduto e sta accadendo?
«No, ne sono convinto. Abbiamo ancora una grande rete di circoli e in tanti paesi siamo quasi l’unica struttura che fa da collante sociale. Certo, i circoli risentono della crisi come le altre attività in questo periodo, ma facciamo tante iniziative e riusciamo ad attirare anche i giovani». (p.n.)
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