Le potenzialità del cardato spiegate agli olandesi
Un convegno per sfruttare le lavorazioni tessili di Prato e incentivare il riciclo degli scarti di tessuto. Cominciando con il progetto Re.Mo.
PRATO. PRATO. “Closing the loop”. E’ il titolo del convegno che si è tenuto in Olanda, ad Amersfoort, dal 2 al 4 ottobre scorsi e che ha visto protagonista Prato. A rappresentare la città e il suo distretto c’era per il Comune Maurizio Ciampolini, portavoce del sindaco. Si è trattato di un convegno internazionale al quale hanno preso parte ricercatori, imprenditori e buyer per parlare del distretto tessile pratese e degli articoli a marchio riciclato.
«Prato – sottolinea Ciampolini – sotto l’aspetto del cardato rigenerato è un’eccellenza riconosciuta nel mondo». Il portavoce del sindaco ha presentato la storia, il distretto, le potenzialità e gli obiettivi della pubblica amministrazione pratese. «Con il rigenerato – tiene a precisare Maurizio Ciampolini – si potenzia lo sviluppo economico aumentando i posti di lavoro e si tutela l’ambiente diminuendo l’utilizzo di materie prime». Ad Amersfoort, il rappresentante del Comune ha avuto modo di presentare dati significativi.
«Nel comprensorio pratese vengono utilizzate circa trentamila tonnellate di materiali rigenerati, che portano a circa 50 milioni di metri di tessuto prodotto che si traducono in un risparmio di 96 milioni di kwh, mille tonnellate di ausiliari chimici, 450 tonnellate di coloranti, 27 milioni di anidride carbonica, 720mila metri cubi di acqua – spiega Ciampolini -. Il tutto fatto con una struttura di depurazione delle acque che vengono usate dalle industrie. E il contributo del riciclo è il 40% del totale».
Quattro gli espositori pratesi presenti in Olanda: Pinori filati, Pontetorto, fratelli Boretti e la Crossley di Luca Gorini. Il resoconto della tre giorni olandese è stata l’occasione per ricordare come il Comune abbia firmato con la città olandese di Almere un protocollo d’intesa per la condivisione, la valorizzazione e lo sviluppo di iniziative per il riutilizzo di materiali, principalmente tessili, e la diffusione di buone pratiche ambientali.
«L’iniziativa – spiega il sindaco Roberto Cenni - è nata dalla proposta di Re.Mo. (Recycling movement) per diffondere la conoscenza del prodotto riciclato e creare un marchio di garanzia per tessuti riciclati. Prato ed Almere stanno lavorando per ottenere un finanziamento dall’Unione europea. E grazie alla proposta di Martin Havik e di Re.Mo. (nato proprio su idea del ciclista olandese) è stato siglato un accordo con l’Uci (unione ciclistica internazionale) grazie al quale a Prato saranno realizzate le divise indossate da commissari, funzionari e delegati per i prossimi cinque anni durante tutti gli eventi di ciclismo internazionale».
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