Gioco
La Tessitura Italia felice di aver lasciato Prato per Montemurlo
Il sindaco Mauro Lorenzini ha incontrato l’imprenditore Andrea Borelli che confessa: «Qui qualità della vita e infrastrutture sono migliori»
MONTEMURLO. Ìl sindaco del Comune di Montemurlo, Mauro Lorenzini, questa mattina, lunedì 7 ottobre, è andato in via G. Di Vittorio a Bagnolo per dare il benvenuto a Andrea Borelli, il giovane ed intraprendente imprenditore pratese, che dallo scorso 26 agosto ha trasferito la sua attività, la "Tessitura Italia", a Montemurlo.
Nel capannone di via Di Vittorio per ora sono attivi 18 telai e lavorano a turni, 24 ore su 24, sette giorni su sette, 15 operai. In più, Borelli ha rilevato un'altra tessitura in via Rossini a Montemurlo, "Italia 2.0", dove sono attivi 12 dipendenti. Un'altra azienda sana e in crescita, dunque, che lascia il Macrolotto pratese e sceglie il Comune sotto la Rocca per portare avanti la propria produzione.
«Sono felice che un giovane imprenditore come Borelli, giovane d'età e con idee innovative, abbia scelto Montemurlo per continuare a crescere ed a investire nel tessile.- sottolinea il sindaco Lorenzini - Un altro segnale che le politiche attuate a favore delle aziende in questi anni, stanno dando i frutti sperati».
La qualità della vita e delle infrastrutture a servizio delle aziende sono tra gli elementi che hanno spinto l'imprenditore a spostarsi da via di Campostino a Mezzana a Montemurlo: «La zona industriale montemurlese è molto più vivibile rispetto al Macrolotto. Basti citare il dato relativo alla viabilità: qui le strade sono più scorrevoli e sicure che a Prato, dove ogni giorno il mio camionista perdeva ore a causa del traffico».
Una decisione dettata anche dal fatto che già uno dei più importanti clienti della tessitura si era spostato su Montemurlo, così come l'officina di riparazione dei telai. Ora Borelli, nel raggio di un chilometro, nella zona industriale di Bagnolo, trova i suoi principali clienti e non ha bisogno di fare grandi spostamenti. Un imprenditore attento e lungimirante, che ha saputo mettere l'esperienza maturata nel lanificio di famiglia nella sua tessitura.
«Ho il tessile nel sangue.- dice, con una punta d'orgoglio, Andrea Borelli- Il mio nonno nel 1948 aprì a Prato un lanificio ed io ho sempre lavorato nel settore. Ho aperto la mia azienda che avevo 24 anni e nel 2014 festeggerò i vent'anni d'attività. Tutti mi dicono che, in questo momento di difficoltà, sono un pazzo ad investire nel tessile. Ma io sono "drogato" di telai, credo tanto in quello che faccio e nel mio lavoro metto serietà e punto ad offrire ai miei clienti qualità nel prodotto e nel servizio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
