Il Tirreno

Prato

Condannata per induzione e sfruttamento della prostituzione

I giudici del tribunale di Prato le hanno inflitto tre anni di carcere e tremila euro di multa ma l’indulto non la farà andare in galera

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PRATO. Tre anni di reclusione e tremila euro di multa. E’ questa la sentenza di condanna emessa dal tribunale di Prato, presieduto da Ettore Nicotra nei confronti di Lu Jun, che era accusata di induzione e sfruttamento della prostituzione con le aggravanti delle minacce e delle lesioni. La pena è però interamente coperta dal recente indulto e quindi Non ci sarà carcere per l’orientale che è finita sul banco degli imputati per fatti riferibili al 2004 e 2005 contenuti in una denuncia del 2007 sporta da una sua connazionale che ha dichiarato davanti ai giudici di essere stata spinta a prostituirsi dalla connazionale e di averlo fatto in un appartamento che era stato preso in affitto dalla stessa Lu Jun.

La sentenza dei giudici è stata livemente minore rispetto a quella chiesta dal pubblico ministero, Antonio Sangermano che aveva chiesto 4 anni e 3 mesi di reclusione più quindicimila euro di multa.

L’avvocato difensore, Paolo Tresca in sostituzione di Alessandro Fantappiè, aveva chiesto l’assoluzione dichiarando che a supporto della denuncia di lesioni da parte della denunciante non erano stati presentati referti medici, e che il favoreggiamento e lo sfruttamento non erano stati provati in aula.

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