Il dolore
La scure della Corte dei conti sull’ex presidente dell’Arci di Prato
Contestato un danno erariale di mezzo milione di euro a Paolo Bianchi e a una funzionaria per gli asili non realizzati
PRATO. E’ un pasticcio da mezzo milione di euro, inteso come danno erariale, quello che si abbatte sull’ex presidente dell’Arci ed ex sindaco di Montemurlo Paolo Bianchi. In questi giorni la sezione di appello della Corte dei Conti ha confermato in gran parte la sentenza di primo grado, condannando lo stesso Bianchi, insieme alla funzionaria Michela Buongiovanni a restituire all’erario 498.000 euro: solo un piccolo sconto sulla somma decisa in primo grado, 565.000 euro (che doveva essere pagata per l’80% da Bianchi e per il restante 20% da Buongiovanni).
All’origine della sentenza ci sono i finanziamenti che il Comitato territoriale di Prato dell’Arci, presieduto negli ultimi trent’anni da Bianchi, aveva ricevuto dalla Regione per l’apertura di cinque asili accanto ai circoli e alle Case del popolo delle Fontanelle, di San Giusto, di Seano, a Oste e Bagnolo di Montemurlo.
Complessivamente l’Arci ottenne un milione e 271.000 euro per i cinque progetti, ma solo tre di questi sono stati realizzati (San Giusto, Seano e Oste), mentre gli altri due si sono arenati. Un esposto segnalò l’anomalia e la guardia di finanza, su incarico della Procura presso la Corte dei conti andò a spulciare i bilanci dell’Arci, accertando un ingente danno erariale. Nel caso degli asili effettivamente aperti, la Corte dei Conti ha stabilito che i finanziamenti erogati erano superiori a quelli dovuti e il sospetto è che parte dei fondi regionali sia servita a mettere a posto i conti dell’Arci, che non godevano di buona salute. Alcuni dei finanziamenti sono stati nel frattempo revocati, ma una parte consistente era già uscita dalle casse della Regione.
Nel frattempo, era il febbraio dell’anno scorso, Bianchi ha ricevuto anche un avviso di garanzia dalla Procura di Prato. Il sostituto procuratore Laura Canovai indaga per malversazione e il fascicolo sarebbe ancora aperto.
Quando al danno erariale, in primo grado, oltre a Bianchi e Buongiovanni, la Corte dei Conti aveva condannato anche Vilmo Chiasserini (47.000 euro) e il dirigente comunale Filippo Foti (2.476) assolvendo altri tre imputati. Bianchi e Buongiovanni, assistiti dagli avvocati Stefano Ceni e Fabio Pisani, hanno proposto appello chiedendo un riconteggio e anche la prescrizione per certe contestazioni. Ma il risultato è stato scarso. La prima sezione centrale di appello ha solamente ammorbidito il danno per quanto riguarda gli asili effettivamente realizzati, mentre ha rigettato l’appello per i due che non sono stati fatti. E il conto, come detto, è molto salato.
Fino all’anno scorso Bianchi ha resistito alla presidenza dell’Arci, nonostante le pressioni sempre più forti da parte degli iscritti perché facesse un passo indietro. Non c’era solo la spinosa questione del danno erariale a indebolire la sua posizione. C’erano anche i conti in rosso dell’associazione, che aveva dovuto ricorrere anche alla cassa integrazione. Ancora nel maggio del 2012 Bianchi rifiutò di farsi da parte prima della sua scadenza naturale, il 2014, ma poi la situazione è precipitata e il 21 luglio l’ex sindaco di Montemurlo, per trent’anni alla guida dell’Arci, ha presentato le sue dimissioni e al suo posto è stato eletto Andrea Barni, consigliere comunale del Pd a Vaiano. Bianchi ha sempre sostenuto di essere stato un capro espiatorio nella vicenda degli asili e di non essersi mai messo un soldo in tasca.
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