Trasporti
Interviene Milone ed è subito scontro
L’assessore: la ricchezza dei cinesi viene dall’evasione. L’imprenditore Ou lo rimbecca e lui se ne va
PRATO. Metti insieme le parole “cinesi” e Milone e lo scontro è assicurato. L’assessore che della battaglia anti-cinesi ha fatto una ragione di vita politica è intervenuto al convegno in sostituzione del più morbido assessore Giorgio Silli e ha fatto subito scintille. Non gli è andata giù la tesi secondo la quale il consumo cinese sta compensando il calo dei consumi italiani. O meglio, vuole capire da dove vengono questi soldi.
«Guardiamo l’altra faccia della medaglia - ha detto di fronte a una platea chiaramente ostile - L’origine della ricchezza cinese è frutto di evasione fiscale e contributiva». Ha citato l’ultimo controllo della Finanza in aziende cinesi: 31 lavoratori a nero, solo un clandestino. E ha aggiunto che nel corso del 2012 l’Ispettorato del lavoro ha trovato ben 1.857 lavoratori a nero. «E’ chiaro che così i soldi restano in tasca al padrone, che può spendere». Sulle ultime 100 aziende cinesi controllate, ha spiegato Milone, ben 46 hanno presentato un bilancio in perdita, il resto dichiara utili di poco superiori ai 10.000 euro. E molte chiudono nel giro di due anni. «Se questa non è evasione...» ha chiosato. L’assessore stima che a Prato ci siano circa 20.000 lavoratori cinesi a nero e si è chiesto polemicamente come facciano certe finanziarie a garantire il leasing di auto che costano 40.000 euro a soggetti che dichiarano redditi di 5.000 euro: «Se vado io, al massimo mi danno una Mazda».
Ma l’affermazione che ha mandato su tutte le furie l’imprenditore Angelo Ou, storico esponente della comunità cinese di Milano, è stata l’ultima, quando Milone si è chiesto polemicamente se anche per la mafia non si possa dire che procura ricchezza.
Angelo Ou ha detto di non voler ripetere quella parola «per la quale del resto gli italiani sono conosciuti nel mondo» e ha sostenuto che le finanziarie non fanno beneficenza, ma garantiscono i prestiti di chi può pagare, per questo finanziano i cinesi (eludendo la domanda di Milone sulla sproporzione tra prestito e reddito). Quando poi il giornalista di Repubblica Riccardo Staglianò gli ha ricordato le parole del colonnello della Finanza Marco Defila («i cinesi evadono come gli italiani»), Milone ha preferito uscire dalla sala.
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