Il dolore
Comprano di tutto, fuorché riso e soia
I numeri dell’Unicoop: gli orientali sono già il 16% dei clienti e coprono il 5,4% del fatturato
PRATO. Comprano di tutto, fuorché il riso. E’ una curiosità emersa nel corso del convegno sui consumi dei cinesi all’Auditorium della Camera di commercio. La responsabile commerciale dell’Unicoop Firenze, Francesca Gatteschi, ha dato qualche numero sul peso dei consumatori cinesi sul fatturato della cooperativa. E le sorprese non sono mancate. A cominciare dal fatto che già ora i cinesi (stimati nel 16% dei clienti) rappresentano il 5,4% del fatturato, in crescita di un punto rispetto all’anno scorso, e si contano già 4.275 soci dell’Unicoop solo a Prato (il 4,8%). Ma il riso no, quello non lo comprano (solo lo 0,7% del totale), e lasciano sugli scaffali la soia, che pure dovrebbe essere un loro cavallo di battaglia: evidentemente preferiscono comprare questi prodotti nei negozi cinesi specializzati. L’età media dei soci orientali è di 37 anni, rispetto ai 54 degli italiani. Il loro scontrino medio è di 48 euro rispetto ai 46 degli italiani. L’anno scorso le parti erano invertite.
Francesca Gatteschi ha spiegato che i consumatori cinesi si concentrano su 133 prodotti, rispetto ai 209 degli italiani. Significa che non tutto gli piace, ma di quello che gli piace fanno incetta. La birra, per esempio, di cui portano via il 24% del totale, le confezioni regalo di bevande (che monopolizzano all’87%). Spesso sono vini e liquori di alta fascia.
Quando ci sono le promozioni, poi, si può star sicuro che i cinesi sono in prima fila, come confermano le interviste ai responsabili di magazzino non solo della Coop. Lo shampo Pantene e i prodotti Palmolive per qualche motivo vanno a ruba. Così come le promozioni dei prodotti elettronici.
E rispetto ai consumatori italiani sono anche più reattivi sul web. La Coop ha lanciato la vendita on line e già il 10% dei consumatori sono cinesi. (p.n.)
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