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Prato

Prato, Vella a rischio inondazioni Narnali in apprensione

di Azelio Biagioni
Prato, Vella a rischio inondazioni Narnali in apprensione

Il Comitato si chiede cosa succederà quando gli scarichi dell’ospedale finiranno nel torrente. Il 5 ottobre 2010 la morte di tre donne cinesi intrappolate in auto nel sottopasso di via Ciulli

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PRATO. Narnali vede con inquietudine l’apertura del nuovo ospedale. Per motivi di carattere, per così dire, idraulico. Il presidente del comitato “Narnalinsieme” Oliviero Giorgi esterna le proprie preoccupazioni a margine della presentazione del concorso bandito per ricordare le tre donne morte nel sottopasso di via Ciulli.

A distanza di tre anni da quel 5 ottobre ci sono ancora diversi nodi da sciogliere. Il problema maggiore – a detta di Oliviero Giorgi – è quello dal punto di vista idraulico, sopratutto a Narnali.

«Il torrente Vella – spiega - non ha più la capacità di far defluire tutta l'acqua che riceve e non è nuova l'immagine di quanti, quando piove un po' di più, sono costretti a mettere sacchetti di sabbia alla porta o arrangiarsi alla meno peggio per non trovarsi un lago in casa».

Ci sono abitazioni a Narnali, aggiunge il presidente del Comitato, «che si trovano 30 centimetri al di sotto del livello stradale, quindi quello che può succedere si capisce benissimo».

«Inoltre, in alcuni tratti la Vella passa sotto le abitazioni. Chi si è ritrovato mobili ed elettrodomestici da buttare a causa dell'acqua finita negli appartamenti - tiene a ricordare Oliviero Giorgi - sta ancora aspettando di ricevere il rimborso. Sono passati tre anni ma ancora nulla. Se consideriamo, poi, gli altri allagamenti che si sommano alla prima volta, cosa devono fare queste persone? Ci sono famiglie composte da persone anziane che, con la loro pensione, non ce l'avrebbero fatta a ricomprarsi parte dell'arredamento, così sono dovuti intervenire in loro aiuto i figli».

Monica Faltoni, consigliere provinciale, fa presente invece come il Nuovo ospedale di Prato andrà a scaricare le acque nella Vella.

«Qui c'è una grossa criticità di questo reticolo idraulico – spiega Faltoni – La mia non vuole essere una protesta ma un invito affinché i tecnici del Comune insieme anche a quelli della Provincia si mettano seduti intorno ad un tavolo e capire se ci vuole un progetto di verifica. Ci deve essere una collaborazione per un interesse che è di tutti».

Intanto, Oliviero Giorgi a nome del comitato “Narnalinsieme” ha già preso contatti con un tecnico affinché, dopo aver visto la zona, possa fornire eventuali soluzioni da prendere in considerazione. «Quando avrò delle proposte da questo professionista – spiega il presidente del comitato – faremo un'iniziativa. Spero che si possano ottenere proposte per migliorare la vita e il lavoro. Nella nostra frazione ci sono aziende che se ne stanno andando. E via Dosso Faiti ne è un esempio».

Giorgi, infine, si dice contrario ai consorzi idraulici a valle di Prato: «L'acqua – conclude – deve essere regimata a monte e non a valle».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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