La manifestazione
Varvarito, c’è la firma sull’accordo
Il prefetto è il garante del protocollo che stabilisce la collocazione
PRATO. Dopo 18 anni l’imprenditore Franco Varvarito vede concretizzarsi quell’atto che permette alla sua azienda di continuare a vivere. È stato firmato ieri mattina il protocollo di intenti tra Comune, Provincia, prefettura e Varvarito Lavori srl in cui si definiscono le future collocazioni dell’azienda che si occupa di frantumazione degli inerti e dà lavoro a 100 persone. A San Giorgio a Colonica, in via Lillè, sul terreno di proprietà della Varvarito, dal primo novembre 2013 al 31 dicembre 2014; e in via definitiva a Viaccia, in via delle Lame sul terreno individuato dal Comune.
«Questo protocollo - ha detto il prefetto di Prato, Maria Laura Simonetti - è frutto di un bilanciamento di interessi. Con questo accordo, di cui la prefettura si fa garante, abbiamo tutelato le ragioni dei lavoratori». «Per ottenere questo risultato - ha detto il prefetto - è stato necessario un passo indietro da parte di tutti e un ritorno al proprio ruolo. Il Comune per l’individuazione della collocazione, la Provincia per le autorizzazioni, l’azienda per quanto riguarda gli oneri legati alla viabilità e al ripristino del sito una volta terminata la fase provvisoria».
Il sindaco Cenni ha voluto rassicurare gli abitanti di San Giorgio - contrari all’arrivo della ditta - sul fatto che la temporaneità sancita dall’accordo sarà rispettata. Anche Franco Varvarito ha sottolineato che «siamo sottoposti a una rigida normativa e il rispetto delle condizioni ambientali per noi è ordinaria amministrazione, data la frequenza dei controlli a cui siamo sottoposti».
Durante la conferenza stampa c’è stato anche un battibecco tra il sindaco Roberto Cenni e Lamberto Gestri. Cenni recriminava a Gestri il no alla soluzione del Calice. D’altro canto Gestri ha criticato il sindaco - «siete in ritardo su tutto» - per la mancata realizzazione del sottopasso al Calice necessario per l’ingresso dei camion. «Signori, non è questa la sede per discuterne», li ha ripresi il prefetto Simonetti. Gestri ha spiegato anche che la soluzione provvisoria a San Giorgio era l’unica autorizzabile.
Dal canto suo Franco Varvarito ha definito questo giorno come «il più bello nella storia della mia azienda». «Ringrazio le istituzioni - ha aggiunto l’imprenditore - ora voglio tornare a pensare soltanto al mio lavoro e al futuro della ditta. Non ho mai pensato di mollare la spugna, per i miei figli e per le famiglie che vivono del lavoro che si fa alla Varvarito». (d.f.)
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