La manifestazione
Ma sui quadri la partita è chiusa
Il banchiere visita il Pretorio. Beltrame: qui la Madonna del Lippi sarebbe a casa...
PRATO. Non c’è nessuna compensazione tra il “sì” al Banco dei pegni e il “no” al ritorno a Prato dei quadri della collezione degli Alberti. Lo esclude il presidente della Popolare di Vicenza, Gianni Zonin, ieri in città per annunciare al vescovo la decisione di non chiudere il servizio di via Banchelli.
«Le due questioni, quella del Monte e quella dei quadri - ha detto il presidente di Bpvi - non vanno mescolate».
Ma osservandolo tra i padiglioni di Palazzo Pretorio, una visita fuori programma infilata all’ultimo momento tra l’incontro col vescovo e quello col prefetto, era impossibile non chiedergli delle opere che la banca ha trasferito da Prato.
«Sto ammirando - ha detto Zonin, che è un appassionato d’arte - una mostra straordinaria e noto con piacere che questi dipinti arrivano da tutto il mondo. È ciò che vuole fare la Popolare di Vicenza. Valorizzare l’arte di sua proprietà e dare la possibilità a tutti gli appassionati di goderne: chiudere le opere in un caveau non serve a nessuno».
Breve ma proficuo l’incontro con l’assessore Anna Beltrame che è corsa a salutarlo: Zonin le ha ribadito la sua disponibilità a collaborare per una mostra in cui le opere possano tornare. Beltrame, da parte sua, ha avuto il garbo di rivolgersi al banchiere con una battuta: «Palazzo Pretorio per la Madonna di Filippo Lippi, di vostra proprietà, è un luogo perfetto, anzi, sarebbe proprio la sua “casa”...». (d.f.)
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