Sicurezza
«No al palazzo di sei piani nell’unica area verde»
Gli abitanti di via Righi si ribellano: raccolte 400 firme di protesta L’edificio andrebbe a soffocare l’asilo nido. Presentati 3 progetti alternativi
PRATO. Quel palazzo di sei piani non s’ha da fare. Perché il quartiere già soffoca: in quello spicchio della zona Sud di Prato svettano edifici alti, motivo per cui viabilità e vivibilità lasciano a desiderare, niente centri di aggregazione sociale con l’effetto di riprodurre un quartiere “dormitorio”.
Benvenuti alle Badie, per l’esattezza all’incrocio fra via Righi e via Ferraris, dove sull’ultimo fazzoletto di terreno vergine si vorrebbero realizzare 30 alloggi popolari tirando su una palazzina di sei piani fuori terra, nell’ambito del programma di housing sociale del Comune. Intanto la variante urbanistica è stata adottata dal Consiglio comunale il 25 luglio scorso, dopodiché il piano attuativo di iniziativa pubblica ritornerà sui banchi dell’organo consiliare per l’approvazione definitiva non prima di novembre. In questo arco di tempo e ancor prima che si pronunciasse a fine luglio il Consiglio, gli abitanti di via Righi non sono rimasti alla finestra ma, utilizzando lo strumento del regolamento comunale sulla partecipazione, si sono attivati con una petizione, raccogliendo quasi 400 firme tra giugno e luglio, tutte di residenti che abitano nei condomini di via Righi. Per poi far protocollare il tutto il 25 luglio, giorno in cui la Variante urbanistica è stata adottata dal Consiglio. «La scelta di aumentare lo sviluppo residenziale può solamente aggravare le attuali condizioni di squilibrio fra densità edilizia e servizi forniti alla comunità», si legge nel testo della petizione.
I residenti temono un congestionamento del traffico e della già precaria situazione parcheggi che farebbe deteriorare la qualità della vita, visto che oltretutto nel giro di pochi metri sorgono l’asilo nido comunale “Fiore” (al quale il nuovo edificato ostruirebbe la vista), una scuola materna, una ludoteca e una chiesa. Con la petizione si chiede che il consiglio comunale non approvi la variante urbanistica (che è stata solo adottata). Vero è che, insieme all’edificio, verrebbe realizzato un piccolo parcheggio di circa 500 metri quadri con qualche stallo di sosta in più in via Righi.
«Ma, come è facilmente riscontrabile tutti i giorni, chi accompagna i bambini a scuola con l’auto effettua abitualmente la salita e discesa intorno ai plessi scolastici, quindi il piccolo parcheggio previsto dietro l’edificio residenziale sul lato di via De Sanctis non sarebbe di nessuna utilità per questi utenti», fanno notare Tommaso Minniti, Giuseppe Anania, Enrica Papi e Giovannino Spanu, primi firmatari della petizione che non ha ancora avuto un riscontro.
In pratica, sulla base del regolamento comunale sulla partecipazione, i firmatari di una petizione superiore a 300 firme possono essere ascoltati in sede di commissione consiliare. Entro dieci giorni dal ricevimento della petizione la commissione ha l’obbligo di convocare i firmatari.
Solo che sono passati oltre due mesi, ragion per cui è partita una diffida al Comune, con tanto di lettera protocollata il 27 settembre scorso, con sollecito ad adempiere e ad applicare quanto prevede il regolamento sulla partecipazione.
I cittadini delle Badie non si sono fermati qui. Forti della petizione, il 27 settembre i firmatari hanno inviato le loro osservazioni al piano attuativo per le quali la normativa urbanistica prevede fino a un massimo di 60 giorni di tempo, ribadendo le ragioni del loro “no” e indicando due proposte alternative documentandole con delle piantine.
Tra queste, la costruzione di un parcheggio pubblico alberato e illuminato con ingresso e uscita da via Righi, con un minimo di 50 stalli di sosta per risolvere la fame di posti auto in zona, negli spazi dove dovrebbe sorgere la palazzina di edilizia popolare. Al suo posto, anche un’isola ecologica per la raccolta differenziata e un distributore di acqua potabile. In alternativa ancora, viene richiesto lo spostamento dell’edificio nella porzione di lotto verso via De Sanctis, così da realizzare sull’area verso via Righi il nuovo parcheggio e riducendo l’altezza del fabbricato.
Le perplessità dei cittadini sono condivise dal capogruppo Pd Massimo Carlesi (in consiglio comunale i democratici si erano astenuti a luglio). «Come capogruppo ho ricevuto le osservazioni dei cittadini che considero molto pertinenti sul sito indicato alle Badie per i nuovi alloggi popolari. Mi auguro che gli uffici dell’urbanistica ne tengano conto, data anche l’altezza del fabbricato che verrebbe costruito, e che la commissione urbanistica inadempiente possa convocare quanto prima i firmatari. Prima di andare a consumare altro suolo, sarebbe opportuno fare un ragionamento sugli edifici pubblici che il Comune non riesce a vendere e che si potrebbero utilizzare per l’edilizia popolare».
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