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Il Monte dei Pegni resta aperto: Zonin accoglie l’appello del vescovo
La decisione è stata comunicata ufficialmente dal presidente della Banca popolare di Vicenza, che è venuto a Prato per incontrare monsignor Agostinelli. Zonin spiega: "Non è una compensazione per la vicenda dei quadri contesi, le parole del vescovo mi hanno colpito sul piano personale"
PRATO. Il Monte dei Pegni rimarrà aperto. Lo ha comunicato stamattina, mercoledì 2, il presidente della Banca popolare di Vicenza Gianni Zonin, venuto a Prato per incontrare il vescovo Franco Agostinelli. Zonin ha dunque accolto l’appello del vescovo che aveva chiesto alla banca di tornare sulla sua decisione, per non mettere in difficoltà centinaia di famiglie che hanno difficoltà a riscattare i gioielli dati in pegno. Il vescovo ha espresso tutta la sua soddisfazione per l'esito della vicenda: "Un gesto a favore delle famiglie bisognose".
La giornata pratese di Zonin. Il presidente Zonin, dunque, non è arrivato a Prato a mani vuote. Ieri sera il consiglio di amministrazione della Popolare di Vicenza aveva già approvato il provvedimento di revoca della delibera con cui si cancellava il Monte dei pegni pratese. Il presidente Zonin ha personalmente comunicato ai due dipendenti - questa mattina a Prato, negli uffici della presidenza - che si occupano del Monte dei pegni la decisione di restare aperti. Dopo la visita al vescovo in curia (definita "cordiale" e "franca" da entrambi gli interlocutori), Zonin ha visitato la mostra "Da Donatello a Lippi" a Palazzo pretorio e poi si è recato in Prefettura.
(Video: il presidente Zonin a Palazzo pretorio)
"I quadri? Li mostreremo al mondo". Sui quadri che la Banca ha portato via dalla Galleria degli Alberti, Zonin ha detto: "Questa mattina ho visitato una mostra meravigliosa, con quadri che arrivano da tutto il mondo. Noi siamo i custodi di queste opere straordinarie, il nostro compito non è tenerle chiuse in un caveau ma di farle vedere a quanti più amanti dell'arte possibile".
(Video: l'annuncio del vescovo Agostinelli)
"Non è una compensazione". "Non è vero che la decisione di tornare sulla decisione della chiusura del Monte sia un gesto di compensazione nei confronti della città dopo il caso dei quadri contesi". Lo ha detto Gianni Zonin parlando brevemente coi giornalisti dopo l'incontro col vescovo Agostinelli. "Le due questioni, quella del Monte e quella dei quadri - ha aggiunto il presidente di BpVi - sono diverse e non vanno mescolate. Ho cambiato idea soprattutto dopo aver letto le parole del vescovo. Parole che mi hanno colpito sul piano personale. Il nostro è un gesto che facciamo per venire incontro ai bisogni delle famiglie bisognose".
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