Sicurezza
Esce da lavoro, le hanno rimosso l’auto
La donna ha un permesso per assistenza domiciliare. Il comandante dei vigili: «Non fa differenza. Doveva spostarla prima come fanno i residenti»
PRATO.Si reca sul posto di lavoro con la propria auto, ma è costretta tornare a casa a piedi perché le hanno rimosso l’auto con il carro attrezzi. E’ stata una brutta sorpresa per Gerarda di Minno, una badante pratese che, dopo aver trascorso la notte a prestare assistenza a una coppia di anziani residenti nei pressi di piazza Mercatale, ha dovuto sborsare 140 euro di multa per “riscattare” la sua Fiat idea , colpevole di aver lasciato l’auto in sosta durante l’orario della pulizia stradale. Sentendosi vittima di una grave ingiustizia, la donna si è rivolta al Tirreno sostenendo di essere autorizzata a sostare all’interno della cinta muraria per motivi di lavoro. “Quello che mi è successo è davvero ingiusto – sbotta – potrei capire se fossi stata fuori a divertirmi, ma non è andata affatto in questo modo, tanto più che dall’Essegiemme mi avevano rilasciato un permesso di categoria 35 per veicoli intestati a domiciliati nelle vie all’interno della cinta muraria con scritto sopra “assistenza domiciliare”.
Per me che guadagno appena ottocento euro al mese, potete immaginare cosa significa dover pagare una multa di quasi centocinquanta euro”. All’indomani del fatto, accaduto nella notte tra lunedì e martedì, la donna ha tentato di contestare la multa e far valere le sue ragioni con la polizia municipale, che però le avrebbe ribadito il divieto di sostare con l’auto nelle vie e in orari interessati dalla pulizia stradale.
“Ogni notte faccio assistenza a un anziano signore malato terminale e a sua moglie che soffre di demenza senile – spiega la donna – nessuno dei due può essere lasciato da solo nemmeno per un momento, per cui non potrei assentarmi per andare a spostare l’auto: attacco il turno ogni sera alle 20 ed esco alle 14,30 del giorno dopo. A cosa serve esporre il permesso se poi il poliziotto non ne tiene conto?” Lo sfogo della badante si conclude con la promessa da parte sua di andare fino in fondo a questa vicenda facendo ricorso al Giudice di pace contro la multa.
In base a quanto riportato dalla donna, il comandante della Polizia municipale, Andrea Pasquinelli, spiega che “il problema della signora è lo stesso di tutti i domiciliati del centro storico” e che, pertanto, avrebbe dovuto fare come fan tutti, vale a dire spostare l’auto prima dello scattare del divieto di sosta o pensarci anzitempo. “Solo in due casi in cui il Codice della strada non consente di procedere alla rimozione – spiega – : quando a sostare in divieto sono i veicoli della polizia o nei posti auto per invalidi purché i veicoli in sosta siano muniti di contrassegno”.
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