Il Tirreno

Prato

Diffamazione su Facebook, ascoltato come teste Claudio Morganti

di Pasquale Petrella
Diffamazione su Facebook, ascoltato come teste Claudio Morganti

L’europarlamentare eletto nella lista della Lega Nord ha raccontato al giudice la situazione di disagio in cui si è venuta a trovare la sua assistente Aglaia Cipriani che ha sporto denuncia contro una ex compagna di partito

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PRATO. «Ho conosciuto Edda Giuberti nel 2009 quando ero segretario regionale della Lega Nord e lei mi contattò per entrare a far parte del movimento. Poi mi disse di essere disoccupata e mi chiese se potevo aiutarla a far avvicinare il suo compagno dal negozio Carrefour di Genova a quello di Calenzano», risponde così l’europarlamentare Claudio Morganti davanti al giudice Giulio Fanales nell’ambito del processo per diffamazione promosso da Aglaia Cipriani e Paola Melani nei confronti della ex compagna di partito che fra il settembre ed il novembre del 2010 inserì alcuni post su Facebook ritenuti diffamatori.

«Mi ricordo di aver letto un suo post sulla pagina facebook Prato nel Mondo gestita dal giornalista di Prato, Massimo Cecchi – dice ancora Morganti - in cui scriveva che la signora Cipriani aveva lucrato strumentalizzando gli handicappati. I termini usati sono proprio quelli che non mi piacciono e contro i quali combatto a Bruxelles».

Edda Giuberti in uno di questi post chiede conto di un presunto contenzioso da 300.000 euro tra la società Apici (riferibile alla Cipriani) e l'Agenzia delle entrate. E nella querela, Aglaia Cipriani si lamenta anche del fatto di essere stata etichettata dall’imputata come escort e ladra. «In quel periodo ho dovuto sollevare da alcuni incarichi provinciali la signora Cipriani perché si trovava in difficoltà. Era molto dimagrita» continua Morganti che risponde alle domande degli avvocati di parte civile, David Cappetta e Guido Bernieri del foro di Massa. «Mi sono ritrovato a dover fare anche il suo lavoro, con un aggravio delle mie mansioni» conclude Morganti. Ma è su questo fronte che si inserisce l’avvocato Melissa Stefanacci, difensore dell’imputata, che chiede se ha dei documenti dai quali risulta di aver sollevato da quegli incarichi Aglaia Cipriani. «E’ la mia assistente parlamentare e seguiva per me gli incontri sul territorio nelle varie assemblee – risponde l’europarlamentare – In quel periodo ho visto che si trovava in difficoltà e ho deciso di sollevarla da quegli incarichi che le avevo assegnato in virtù del fatto che è preparata in materia di diritti delle persone con delle disabilità, argomento che porto avanti nel Parlamento Europeo». Ma l’avvocato Stefanacci lo pressa: «Ha una relazione sentimentale con Aglaia Cipriani?». «No, la signora Cipriani è la mia assistente parlamentare», conclude Morganti in un botta e risposta con l’avvocato della controparte fin troppo normale in un processo anche se in questo caso assume delle coloriture particolari visto che Melissa Stefanacci ha a sua volta un incarico politico essendo assessore nella giunta di centrosinistra proprio nel comune di Vaiano dove risiede l’europarlamentare. Il giudice Fanales ha aggiornato l’udienza alla prossima primavera.

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