Il Tirreno

Prato

Crisi di governo, piccole imprese al palo

di Barbara Burzi
Crisi di governo, piccole imprese al palo

Il presidente di Confartigianato amareggiato per quei provvedimenti che erano a portata di mano e che invece saltano

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PRATO. Il Governo è in bilico, salta il “fermo” all’aumento dell’Iva, gli emendamenti più attesi e, nel mezzo, le imprese piombano di nuovo nell’incertezza. Mentre a Roma si discute, difficile non farsi prendere dallo sconforto, specie tra chi in questi mesi ha lavorato per risollevare le sorti dell’economia. Nonostante si definisca un “inguaribile ottimista”, anche il presidente di Confartigianato Imprese Prato, Andrea Belli, non riesce a fare a meno di far trapelare la sua preoccupazione per il futuro delle imprese.

Presidente, questa situazione la spaventa?

«Molto. Finora, anche se con poche prospettive, c’era la possibilità, per quanto riguarda l’Imu, di ottenere la deducibilità d’imposta e di bloccare un decreto privo di ogni logica come quello del Sistri, per la cui sospensione, Confartigianato Imprese Prato si era battuta a lungo».

Quali sono le sue maggiori preoccupazioni?

«Temo che questa situazione possa azzerare tutti gli sforzi fatti fino a questo momento. Proprio adesso che, dopo aver attraversato una fase di profonda crisi, cominciavamo a intravedere piccoli segnali di una possibile inversione di tendenza, come quelli arrivati dalle ultime fiere. E’ un momento di incertezza generale che potrebbe tradursi in immobilismo e frenare nuove iniziative e investimenti».

A quali ripercussioni potrebbe andare incontro il distretto economico pratese?

«Per Prato si tratta di avere ancora un po’ di pazienza: l’incertezza prodotta dalla situazione politica nazionale frenerà l’iniziativa di qualche imprenditore, ma credo anche che, quelli rimasti, abbiano la pelle abbastanza dura da riuscire a resistere. E certamente, se la disoccupazione aveva spinto tanti giovani con buone idee e talento a fare impresa e a voler intraprendere un’attività in proprio, ora diventa più difficile dire loro che non debbono avere paura di farlo, anche se non smetteremo mai di incoraggiarli».

Proprio l’altro ieri era in visita a Prato il sottosegretario Cosimo Maria Ferri. Com’è andato l’incontro?

«Abbiamo parlato di riforma della giustizia e affrontato temi come il diritto alla certezza e quello della lentezza della cause. Ma la verità è che sembrava un dialogo tra sordi con qualcuno che dava risposte senza sapere quanto sarebbe rimasto al governo».

Il primo effetto diretto della crisi di governo è stato l’aumento dell’Iva.

«Anche il costo del lavoro è un tema che a noi sta particolarmente a cuore e che incide fortemente sulla competitività. Il percorso era ben avviato perché mai come adesso il governo era stato così concentrato a cercare di alleggerire il cuneo fiscale: d’ora in poi sarà molto più difficile senza l’attenzione di tutti. Per dirla alla Gino Bartali: “L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare».

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