Il dolore
Sugli swap prove di accordo con Dexia
PRATO. Anche a Prato potrebbe essere adottata la via fiorentina per uscire dal lungo contenzioso sugli swap con Dexia. A suggerire al Comune di condurre un’analoga trattativa e di portarla in fondo è...
PRATO. Anche a Prato potrebbe essere adottata la via fiorentina per uscire dal lungo contenzioso sugli swap con Dexia. A suggerire al Comune di condurre un’analoga trattativa e di portarla in fondo è lo studio legale di Londra che sta assistendo l’amministrazione dinanzi all’Alta Corte britannica sul ricorso di Dexia contro l’annullamento del contratto derivato. Il messaggio è stato rilanciato ieri mattina in commissione bilancio dal presidente del collegio dei revisori, Anzillotti: «Viene chiesto di valutare l’opportunità di risolvere con una transazione il procedimento in corso». Tutto ruota attorno ad un motivo di convenienza economica. Un patto fra Dexia e Comune permetterebbe di compensare le rispettive spese legali senza esborsi per le casse pratesi. In caso di condanna, invece, solo di parcelle l’ente dovrebbe scucire 5 milioni di sterline, all’incirca 6 milioni di euro. La giunta Cenni, in realtà, ha intrapreso questo cammino prima di quanto si pensasse.
A rivelarlo è l’assessore Adriano Ballerini: «Ci siamo seduti per la prima volta ad un tavolo coi rappresentanti di Dexia nell’estate dell’anno scorso. La trattativa si è incagliata – rivela ancora – per una diversa quantificazione del valore del ristorno del contratto». Ben consapevole che una pronuncia londinese facilmente sarebbe sfavorevole al Comune, il titolare della delega delle finanze confida in una ripresa dei colloqui. Il tempo non gioca necessariamente a sfavore, poiché la prossima udienza è fissata per la primavera del 2014. Diversamente, la ricerca di un’intesa potrebbe essere ostacolata dal percorso del procedimento penale a carico del dirigente di Dexia Crediop, rinviato a giudizio per truffa aggravata dal Gip di Prato. Con un paradosso: l’incompetenza del giudice civile sui derivati (esaminati a Londra) e il riconoscimento della competenza penale del tribunale italiano. (c.p.)
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