Il Tirreno

Prato

Prato, parla la donna intrappolata nel sottopasso allagato

di Alessandra Agrati
Prato, parla la donna intrappolata nel sottopasso allagato

Lorenza domenica scorsa è rimasta imprigionata dentro alla sua auto nel sottopasso di via Gobbi. Per essere salvata ha dovuto chiamare i parenti. Ecco il suo racconto

3 MINUTI DI LETTURA





«Ho avuto paura di non rivedere più i miei nipoti, in pochi minuti ho visto la vita passarmi davanti agli occhi». Lorenza Silicato, che domenica mattina è rimasta imprigionata nel sottopassaggio di via Gobbi, è ancora visibilmente scossa, ha negli occhi la sequenza drammatica che ha vissuto e soprattutto l'indifferenza di due automobilisti rimasti immobili, quasi fossero al cinema. «Tutto è successo in pochi attimi – racconta – venivo dalla messa ed ero molto contenta, avevo rivisto alcune amiche e mi aspettava il pranzo della domenica con le mie figlie e le loro famiglie. Brodo e polpette erano già pronte. Pioveva, ma davanti a me c'era una Cinquecento che è passata indenne nel sottopasso, così ho deciso di proseguire verso via Filzi».

LEGGI ANCHE Caditoie intasate e piogge eccezionali: così si allagano i sottopassi

Lorenza era alla guida di una Panda azzurra, quindi dalle dimensioni simili a quella della macchina che la precedeva. «Improvvisamente – continua – il motore si è spento, ho cercato di fare retromarcia ma l'accensione era bloccata, così ho provato ad aprire lo sportello della macchina, ma la pressione dell' acqua, mi ha impedito di spalancare lo sportello. Ho chiamato immediatamente mio marito, abitiamo a poca distanza. Tempo di riporre il cellulare nella borsa e ho visto l'acqua entrare nell' abitacolo, ho sentito un rumore come di acqua in ebollizione, poi ho avuto veramente paura, ho temuto di morire lì». In attesa dell' arrivo del marito ha iniziato a chiamare aiuto, ma gli automobilisti fermi in attesa di passare non si sono mossi, sul marciapiede anche un uomo cinese che anche lui è rimasto fermo. «Per fortuna ho visto arrivare mio genero, a quel punto mi sono sentita in salvo».

05__WEBInfatti, Leonardo Becheri, senza pensarci un attimo si è diretto verso il sottopasso, l'acqua gli arrivava alla cintura, e ha aiutato la suocera ad uscire dalla macchina. «Quando ha chiamato – racconta l’uomo - era a casa sua, così mi sono precipitato, ho subito notato tanti spettatori, ma ho continuato a correre. Al loro posto avrei prestato soccorso a chi si trovava nella macchina».

A quel punto sono arrivati anche i vigili del fuoco che hanno rimosso la macchina, mentre Lorenza è stata accolta nell' atrio di un palazzo vicino. «Poi è arrivata l'ambulanza e mi ha portato all' ospedale, dopo poche ore sono potuta tornare a casa, ma oltre allo spavento ero indignata; come si fa a rimanere immobili difronte a una richiesta di aiuto così evidente?». Eppure pochi giorni prima la signora era in casa e ha sentito una frenata, si è affacciata e ha visto un incidente, è scesa per prestare i primi soccorsi. «Per fortuna ero in macchina da sola; ho cinque nipoti e una mamma anziana, se fosse successo il giorno prima con me c'era mio nipote e forse sarebbe finita diversamente». Qualcuno ha parlato di imprudenza, ma Lorenza transita spesso sotto il ponte. «L'acqua – ricorda – in pochi minuti è salita di oltre un metro, quando sono uscita mi arrivava al petto. Non ci sono parole per descrivere quello si vive in questi momenti; a pensarci ancora adesso mi tremano le gambe».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa