Sicurezza
Prato, multati per il bagno goliardico nella fontana del Bacchino
Un gruppo di sei ragazzi pratesi sorpresi da una pattuglia della Polizia municipale. Vogliono fare ricorso puntando sulla “tradizione culturale”
PRATO. L’articolo violato è il numero 11 del regolamento di polizia urbana (comma 1), quello legato alla salvaguardia della decenza, del decoro e della decenza. Almeno, recita così la multa di 60 euro che oggi si sono ritrovati nella cassetta della posta sei giovani affiliati al gruppo goliardico del Chiavaccio. E’ costato infatti caro il tradizionale bagno nella fontana del Bacchino alle matricole, il cui rito di battesimo si è consumato il 29 agosto scorso. Ma i vigili non perdonano: era mezzanotte e 40 minuti circa quando due agenti della polizia municipale si sono accorti del singolare episodio e hanno chiesto i documenti ai ragazzi, per poi notificare loro la violazione ai sensi del regolamento di polizia urbana.
Tra loro c’è anche Cosimo Focosi, 27enne gran gonfaloniere del Chiavaccio, insieme alle matricole la cui età si aggira tra i 19 e 20 anni. E mentre la butta sul ridere, promettendo dalla sua bacheca di Facebook che incornicerà la multa, Cosimo ci racconta i dettagli di quella notte.
Lì per lì i vigili non avevano gli strumenti per farci la multa che oggi abbiamo ricevuto a casa, fortunatamente non maggiorata nell’importo. Ora, con contesto la multa di per sé per l’infrazione riconosciuta solo che questa è una tradizione che portiamo avanti da 55 anni e, in passato, quando c’era capitato di imbattersi in altri agenti della municipale, nessuno mai ci aveva sanzionato per quello che vuole essere solo un gesto goliardico, sorridendoci anzi sopra».
A dimostrazione di quanto il Chiavaccio abbia a cuore il decoro, Cosimo ricorda la nuova recinzione dell’obelisco dedicato a Garibaldi in piazza San Francesco, dedicata a Fabrizio Pitigliani, e sovvenzionata l’anno scorso proprio dal Chiavaccio. «Si sta pensando di fare ricorso impugnando l'argomento della tradizione culturale, porgendo le nostre scuse al sindaco e al comandante dei vigili», conclude Cosimo.
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