Il Tirreno

Prato

La bicicletta, croce e delizia dei pratesi

La bicicletta, croce e delizia dei pratesi

Tante foto inviate dai nostri lettori nella settimana dei Mondiali: una passione che nemmeno i ladri riescono a incrinare

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PRATO. La bicicletta è la croce e la delizia di tanti pratesi, combattuti tra la voglia di muoversi facendo a meno dell’auto e la paura di vedersi sfilare da sotto il naso le loro due ruote. La conferma la si è avuta in questi giorni, nella settimana dei Mondiali di ciclismo, quando a migliaia hanno affollato la regionale 66 da Carmignano a Poggio a Caiano per veder sfilare i campioni; e a centinaia hanno affollato prima piazza del Comune e poi il parcheggio del Serraglio per farsi punzonare le biciclette, ultima spiaggia nella lotta contro la piaga dei furti di bici. Che poi vengono rubate anche ai campioni, come si è visto nel caso della Nazionale russa lasciata a piedi da ladri professionisti, sabato davanti all’Hotel Datini.

Croce e delizia, dunque, ma alla fine più delizia che croce, come testimoniano le decine di fotografie piovute sulla posta del nostro giornale (prato@iltirreno.it) quando abbiamo invitato i lettori a raccontarci per immagini il loro rapporto con la bicicletta. Immagini che parlano da sole e che abbiamo scelto di riprodurre in questa pagina per testimoniare l’affetto di molti nei confronti di quello che per alcuni è un semplice svago, per altri un mezzo necessario per andare al lavoro, per altri un oggetto di culto.

Nella galleria che vi proponiamo c’è di tutto, la bicicletta portata in vacanza, quella usata per scalare la Calvana con mezzo metro di neve, quella appoggiata davanti al Comune sullo sfondo della statua del Datini, quella incastrata in un parcheggio selvaggio e quella attrezzata per un viaggio di decine e decine di chilometri. E’ anche un modo per far vedere gli angoli belli di città e provincia, alcuni dei quali si possono raggiungere solo in bicicletta, per l’appunto.

E per noi è stato anche un modo per celebrare il passaggio da Prato dei Mondiali di ciclismo che hanno riportato un po’ di sana passione per le due ruote, in una provincia e in una regione che da sempre sono grandi appassionate di ciclismo, hanno sfornato fior di campioni e vogliono continuare a farlo. Magari insegnando ai propri figli che ogni tanto è bello lasciare in garage lo scooter e inforcare una bicicletta, senza dimenticarsi di chiuderla poi col lucchetto, per non trasformare la delizia in croce.

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