Il dolore
Caditoie intasate: ecco perché si allagano i sottopassi
PRATO. Sottopassi sorvegliati speciali: è qui che la città mostra il suo fianco più fragile in occasione di precipitazioni eccezionali. Come quella di domenica, quando in un solo giorno è caduta la...
PRATO. Sottopassi sorvegliati speciali: è qui che la città mostra il suo fianco più fragile in occasione di precipitazioni eccezionali. Come quella di domenica, quando in un solo giorno è caduta la pioggia che in media si registra in tutto settembre. Sono piovuti - nell’arco delle 24 ore - 79 millilitri d’acqua: a settembre è il giorno più piovoso dal 1965, mentre in assoluto bisogna tornare al 10 ottobre del 2010 per trovare una giornata altrettanto piovosa. La data è drammaticamente evocativa: quel giorno nel sottopasso di via Ciulli allagato annegarono tre donne. E domenica, infatti, il sottopasso è tornato sott’acqua, invaso dalle acqua del torrente Vella: ora è chiuso e l’amministrazione intende riaprirlo dopo i lavori di messa in sicurezza che si intrecciano con il dissequestro e il procedimento giudiziario.
Proprio in seguito alla tragedia di via Ciulli si decise di dotare di un sistema di allarme i sottopassi principali della città: quello di via Etrusca, i sottopassi della Declassata (Questura, Pratilia, via Nenni, Capezzana), via Paronese (l’installazione di sensore e semaforo comincia proprio oggi). Domenica il semaforo rosso è scattato sui sottopassi della Declassata e il segnale è stato diramato alla protezione civile e ai vigili urbani che sono intervenuti per gestire il traffico sulle rotatorie.
La ragione degli allagamenti è da imputarsi principalmente alle caditoie intasate. Ma si fa troppo presto a dire “pulizia”, dato che la manutenzione dei tombini è nelle mani di tre diversi soggetti: Publiacqua per l’interno, Asm per la pulizia superficiale, il Comune per le manutenzioni straordinarie. Publiacqua ha affidato la pulizia a due ditte esterne, Titano e Palma, che a Prato intervengono su circa 4mila caditoie al mese su un totale di circa 30mila. Domenica a Publiacqua sono arrivate 100 richieste di intervento dal territorio, con 6 automezzi sul campo.
Gli allagamenti - dicono dalla società e dal Comune - non sarebbero avvenuti perché le caditoie erano sporche ma per l’eccezionalità della pioggia: il forte dilavamento è sufficiente a intasare i tombini in breve tempo.
Ma domenica è avvenuto ancora di più: una donna è rimasta intrappolata nell’auto dentro al sottopasso di via dei Gobbi allagato. Anche lì si era intasata la caditoia. Si tratta di uno di quegli attraversamenti molto stretti e corti, impossibile da “allarmare” secondo i tecnici del Comune. L’unica soluzione in questi casi, dice l’assessore alla Protezione civile Dante Mondanelli, è «attivarsi per tempo in vista di fenomeni eccezionali» - sempre più frequenti - e «sorvegliare i punti sensibili con tutti gli uomini a disposizione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
