Sicurezza
Mecenate del ciclismo, fece sbocciare campioni
PRATO. Con la morte di Giuliano Magni, industriale pratese e appassionato sponsor nel mondo del ciclismo, se ne va un altro pezzo di storia del ciclismo toscano. Da una vita mecenate dello sport del...
PRATO. Con la morte di Giuliano Magni, industriale pratese e appassionato sponsor nel mondo del ciclismo, se ne va un altro pezzo di storia del ciclismo toscano. Da una vita mecenate dello sport del pedale insieme al fratello Franco, deceduto nel 2008, con il marchio Magniflex ha scritto pagine di gloria nel grande libro del ciclismo toscano. Prima con società minori e con la Polisportiva Soccorso di Prato tra i dilettanti e successivamente, per una quindicina d’anni, tra i professionisti. Risale infatti al 1970 la prima joint venture del pedale con il marchio belga della Hertekamp, seguito nel 1972 dall’accordo con la società fiamminga della Van Cauter. Dal 1973 in poi il club divenne principalmente italiano, dando vita ad una sana ma accesa rivalità con l’altro famoso club ciclistico professionistico pratese della Filotex. Tra i ciclisti più famosi tesserati nel corso degli anni figurano Gianni Motta, Sigfrido Fontanelli, Alfio Vandi, Davide Boifava, Giuseppe Martinelli - ex ciclista, ex diesse di Marco Pantani ed attuale diesse di Vincenzo Nibali - Pierino Gavazzi, Bernt Johansson, Alf Segersall, l’idolo di Casale di Prato Daniele Tinchella, Wilmo Francioni, Riccardo Magrini, Fabrizio Fabbri, Giuseppe Perletto, Cesare Cipollini (fratello maggiore di Mario) e il “beniamino” pratese Mauro Vannucchi. Dal 1983 al 1985 fu costruita una fortissima formazione Juniores e poi dilettantistica dalla quale uscì Franco Ballerini, accreditato di 9 vittorie in due anni, oltre a talenti del calibro di Tafi, Grimani, Varocchi e Canzonieri. Con questo valido gruppo di giovani la Magniflex tornò al professionismo nel 1986 e 1987. Proprio nel 1987, con Riccardo Magrini come diesse, il compianto Ballerini conquistò la sua prima vittoria tra i Pro nella Tre Valli Varesine. Fabrizio Fabbri, il “Rosso della Ferruccia”, ricorda con commozione Giuliano Magni:«Giuliano seguiva soprattutto le corse più importanti, mentre Franco era molto presente alle gare dilettantistiche per seguire i club che sponsorizzava la Magniflex. Due grandi appassionati, sanguigni e che talora erano in disaccordo ma che hanno dato molto al ciclismo».
Fabbri ricorda volentieri i due anni trascorsi con i fratelli Magni: «Vinsi tre gare, tutte importanti: una tappa al Giro d’Italia, una al Giro di Svizzera e soprattutto il GP Industria e Commercio a Prato nel 1973». L’ultimo ricordo riguarda il suo approdo alla Magniflex: «Non fu una questione di denaro. Mi convinse Mauro Vannucchi, un grande amico e il pupillo dei fratelli Magni, poiché era un loro compaesano. Credo con la morte di Giuliano si chiuda un’epoca d’oro, forse irripetibile, del ciclismo toscano».
Stefano Fiori
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