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Rubate le biciclette dei russi È un furto su commissione

Rubate le biciclette dei russi È un furto su commissione

Brutta sorpresa al risveglio della Nazionale alloggiata all’Hotel Datini di viale Marconi Alexander Kolobnev lo annuncia in un tweet: «Stolen all the bikes, no start tomorrow»

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PRATO. «Stolen all the bikes last night. No start tomorrow», rubate tutte le bici la scorsa notte, domani non si parte. Così Alexander Kolobnev, uno dei tre componenti della nazionale russa di ciclismo che oggi invece sarà regolarmente al via dei Mondiali insieme ai compagni Yuriy Trofimov e Sergei Chernetcki, ha annunciato il “fattaccio”.

Durante la notte qualcuno ha forzato il furgone dove erano custodite 16 biciclette della squadra maschile, parcheggiato davanti all’Hotel Datini di viale Marconi, e ha fatto piazza pulita, avendo anche cura di richiudere le portiere.

Il furto è stato scoperto ieri mattina intorno alle 7,30 quando i primi meccanici sono usciti dall’albergo dopo aver fatto colazione, e nel giro di pochi minuti la notizia ha fatto il giro del mondo sportivo, perché oggi tutti i riflettori sono puntati sui Mondiali di Firenze, e per Prato, già abbastanza snobbata nel percorso della rassegna iridata, non è proprio un bel biglietto da visita. E anche perché la piaga dei furti di bici, nonostante quello di ieri sia un caso a parte, sta facendo discutere da anni i pratesi.

Costernato il gestore dell’albergo, Rodolfo Tomada, che ha detto di aver messo a disposizione dei russi una stanza per alloggiare le biciclette e di aver consigliato di tenercele soprattutto durante l a notte. Un consiglio che evidentemente non è stato seguito.

Appena ricevuta la notizia, il capo della squadra mobile, Francesco Nannucci, è andato sul posto per rendersi conto della situazione. In base a quanto ricostruito dalla polizia, il furgone dentro al quale erano custodite le biciclette ha un allarme, e qualcuno lo avrebbe anche sentito suonare tra le 3,30 e le 4 di notte, ma nessuno è andato a verificare che cosa stava succedendo. Il portiere di notte, la cui postazione è a una ventina di metri dal furgone, dice di non aver notato niente di strano. I ladri dunque hanno agito con grande scaltrezza, e hanno usato verosimilmente un altro furgone per portare via le bici, il cui valore stimato, secondo la polizia, è tra i 180.000 e i 200.000 euro (altre stime parlano di poco più di centomila euro).

Un furto di gente del mestiere, in apparenza, forse anche su commissione, perché quelle bici leggerissime in carbonio, marca Kanyon, non si possono poi piazzare al primo che capita. Non capiterà insomma di vederle comparire nella galleria tra via Pistoiese e via Filzi dove per anni c’è stato un fiorente mercato di bici rubate da 20 euro l’una. Quelle dei russi, se non saranno ritrovate, verranno rivendute a migliaia di euro a commercianti senza scrupoli o a ciclisti amatoriali di alto livello.

All’Hotel Datini, in posizione strategica vicino al casello di Prato Est, la nazionale russa si è insediata già dalla scorsa settimana con un totale di quasi 60 persone tra atleti delle varie squadre, dirigenti, tecnici e meccanici, occupando metà dell’albergo. I gestori erano contenti perché la presenza di una nazionale dà sempre un certo prestigio e ieri mattina la delusione era palpabile.

Non appena i tecnici si sono resi conto di quello che era successo, un furgone è partito alla volta di Lonato (Brescia), dove c’è il magazzino della Katusha, la squadra dove militano i tre della nazionale, per prendere le bici sostitutive. Poi è toccato ai meccanici riadattarle alle esigenze e alle misure dei singoli atleti.

La fortuna ha voluto che i ladri non abbiano preso le bici delle donne, tra cui la pratese di adozione Svetlana Boubnenkova, che altrimenti non avrebbero potuto correre ieri.

Paolo Nencioni

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