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Prato

Per il Castello di Prato in arrivo un milione

Per il Castello di Prato in arrivo un milione

Il senatore Pdl Mazzoni ha inserito il restyling del monumento in un decreto Cenni, Beltrame e Caverni: «L’obiettivo è la messa in sicurezza e la fruibilità»

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PRATO. Dopo Palazzo Pretorio, il Castello dell’Imperatore. Il Comune, nell’arco di qualche mese, potrà iniziare le opere di consolidamento e recupero del monumento, grazie a un finanziamento del governo che potrebbe arrivare fino a un milione di euro. Questa volta a fare azione di lobby è stato il senatore Pdl Riccardo Mazzoni, capogruppo in commissione Cultura, che è riuscito, nel decreto che stanzia una decina di milioni per alcuni interventi urgenti in Italia, ad aggiungere, all’ultimo tuffo, Prato. «Quella sul Castello dell’Imperatore - ha spiegato Mazzoni - è un’operazione che restituisce una altro pezzo della storia di Prato ai suoi cittadini». Nel decreto che verrà convertito l’8 ottobre prossimo, un ordine del giorno (primo firmatario Mazzoni, tra le firme anche quella del senatore Pd Claudio Martini), impegna il governo a finanziare con appunto dieci milioni - la cui ripartizione sarà decisa in fase di valutazione dei progetti - cinque opere strategiche: il recupero delle mura di Lucca, quello di un sito archeologico in Puglia, il restauro del teatro Comunale di Bologna, quello della Cappella degli Scrovegni a Padova e il Castello dell’Imperatore di Prato. Una volta convertito il decreto, dovranno passare 90 giorni prima che il finanziamento raggiunga i territori. Se tutto andrà per il verso giusto, Il Comune potrebbe avviare l’intervento i primi del prossimo anno.

Sono stati il sindaco Roberto Cenni, l’assessore alla Cultura Anna Beltrame e l’assessore ai Lavori pubblici Roberto Caverni a ringraziare per l’attività del sentore Pdl e a presentare, per grandi linee, quello che sarà l’obiettivo: un Castello dell’Imperatore (fortificazione voluta da Federico II di Svevia, nipote di Federico Barbarossa, la cui costruzione iniziò nel 1239) «il simbolo di Prato» ha detto Cenni, più sicuro e più fruibile. «Il Castello - ha detto il sindaco - soffre dei malanni del tempo: infiltrazioni e cedimenti che bisogna recuperare subito per evitare che diventi una Pompei». Non solo, il Castello dell’Imperatore deve anche riproporsi alla città accompagnato dalla riscrittura della storia cittadina «che l’ultima campagna di scavi in piazza della Carceri - ha spiegato l’assessore alla Cultura - ha rimesso, almeno in parte, in discussione». Il ritrovamento di una strada importante di 12 metri (così strutturate ne esistevano solo a Firenze e Parigi), coeva al Castello ma su un piano più basso, le incertezze sulla collocazione precisa della cinta muraria sono elementi sui quali Soprintendenza e Comune hanno avviato studi. «Infatti con la Soprintendenza - ha spiegato Caverni - inizieremo presto una serie di indagini con il Georadar per sondare il terreno fino in via del Ceppo vecchio». Quando la storia del Castello, di piazza della Carceri, delle mura e degli incroci di strade emersi in questi mesi saranno più chiari «diverranno un pacchetto di conoscenze - afferma Beltrame - che anche grazie a sistemi multimediali accompagneranno la visita al Castello». Quelli del governo non sono gli unici finanziamento che il Castello attende. Grazie a un bando regionale dovrebbe arrivare un altro milione e 700mila euro grazie a un progetto di recupero firmato dal dirigente Francesco Procopio.

Cristina Orsini

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