Gioco
Prato, i quadri delle collezione contesa non torneranno a casa se non "in visita"
Il sindaco Roberto Cenni, il presidente della provincia Lamberto Gestri, il presidente della Camera di Commercio Luca Giusti hanno incontrato il presidente Bpv Gianni Zonin a Vicenza. La banca disponibile a prestare le opere alla città se verranno organizzati grandi eventi culturali
PRATO.Partenza alle 7, arrivo a Bologna alle 9. Stop per un ingorgo sulla tangenziale di Bologna. Ma l’appuntamento alle 11,30 con il presidente della Popolare di Vicenza Gianni Zonin sarà rispettato. Sono partiti il sindaco Roberto Cenni,il presidente della provinca Lamberto Gestri e il presidente della camera di Commercio Luca Giusti per la missione che come obiettivo ha quello di riportare a casa la collezione di quadri di proprietà della ex Cassa di Risparmio di Prato passati nel patrimonio Bpv con l’incorporazione.
L'incontro c'è stato - due ore di colloquio ampio - con una conclusione netta: la collezione di quadri ex Cassa di Risparmio di Prato non tornerà ad abitare permanentemente nella sua casa, la galleria degli Alberti. Ma potrà tornare a trovare la città quando l’occasione si presenterà. L’incontro che i rappresentanti delle istituzioni pratesi hanno avuto con Zonin, presidente Bpv, a Vicenza, qualche esito l’ha dato. «Sarebbe stato impossibile pensare, data la situazione che si era creata - spiega Gestri - che Zonin potesse dare il via libera al ritorno dell’intera collezione a Prato. Ma è andata meglio di quanto ci si aspettasse». Identico giudizio quello del sindaco Cenni: «Sono rimasto ben impressionato dalla disponibilità di Zonin a dialogare con e su Prato: non abbiamo parlato solo dei quadri ma della situazione della città, del suo distretto e delle difficoltà delle impresa, piccole e meno piccole, ad accedere al credito».
Due ore di colloquio ampio, insomma, con alcuni punti fermi. A partire dal fatto che il presidente della Popolare di Vicenza sui quadri non ha fatto marcia indietro nonostante l’ondata di proteste che si è riversata sulla banca vicentina all’indomani del trasloco delle opere - ancora incerto il numero, di sicuro tutto i dipinti del Seicento fiorentino - con relativa chiusura al pubblico della galleria. Non ha fatto marcia in dietro ma ha allungato il tiro: «Zonin ci ha spiegato - è il sindaco a raccontare - che è intenzione della banca investire nella cultura». Grandi mostre di altissima qualità, nel futuro della Bpv «e per le quali - continua Gestri - la banca si rende disponibile e mettere a disposizione delle collettività fondi e patrimonio».
Se Prato, dunque, saprà progettare eventi di grande livello, come ha dimostrato di saper fare con la mostra “Da Donatello a Lippi” in Palazzo Pretorio, la Bpv non avrà problemi a riconsegnare al territorio - se pur temporaneamente - alcune o tutte le opere che una volta erano patrimonio della città o di prestarne anche altre già del patrimonio. Anche riaprendo al pubblico - di nuovo temporaneamente- la Galleria degli Alberti. «Molto dipenderà - è il giudizio del sindaco e del presidente della Provincia - dalla capacità di Prato di proporre eventi di grande valore culturale».
Con Zonin non si è discusso solo di cultura. Sul fronte dell’impegno della banca sul territorio il presidente Bpv ha fatto presente che lo sforzo è continuo e di considerevoli proporzioni. Con qualcosa in più: «Abbiamo affrontato il tema delle difficoltà delle imprese pratesi - spiega Luca Giusti - ad accedere al credito. E Zonin si è detto disponibile ad affrontare il problema». Mettendo a disposizione la direzione generale della Bpv di Prato che assieme alla Camera di Commercio organizzerà un incontro con le categorie economiche. Quando è ancora tutta da capire. «E’ stato comunque - conclude Giusti - un riconoscimento al territorio che giudico importante».
Per la questione Monte dei pegni, su cui è intervenuto il vescovo Agostinelli, si profila una soluzione positiva. I dettagli saranno resi noti nei prossimi giorni quando Gianni Zonin incontrerà lo stesso vescovo.
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