Gioco
Foto di gruppo contro la piaga del femminicidio
VAIANO. Dalla Val di Bisenzio un segnale importante contro il femminicidio; domenica 6 ottobre alle 16 al parco del Cangione una foto di gruppo per dire basta alla violenza contro le donne. Elena,...
VAIANO. Dalla Val di Bisenzio un segnale importante contro il femminicidio; domenica 6 ottobre alle 16 al parco del Cangione una foto di gruppo per dire basta alla violenza contro le donne.
Elena, Solena Dilia, Katia, Natascia Francesca e Nicoletta, un gruppo di amiche solidali fra loro, con la complicità del fotografo Daniele Cuccia hanno deciso di organizzare uno scatto collettivo. Tutte le donne sono invitate a partecipare.
«Non è necessario avere un abbigliamento specifico – spiega Elena Langianni - Sarà poi il nostro fotografo a ritoccare le scarpe e a tingerle di rosso, magari aggiungerà anche qualche altro particolare. Ma il creativo è lui. L'evento sarà anche l'occasione per far incontrare mamme, babbi e bambini al parco del Cangione per un momento conviviale».
«Ci piacerebbe – continua Langianni – condividere la merenda se alle mamme fa piacere, del resto abbiamo scelto questo luogo proprio per dare la possibilità alle donne di portare anche i loro figli».
L'idea di partenza è di fare mille foto «che ci immortalano con il sorriso con i nostri figli strette ai nostri mariti o compagni con gli amici. Quelle foto parlano d'amore, di libertà di esprimersi, e famiglia- spiega Langianni - quei sorrisi raccontano di donne serene ed amate nonostante il mondo frenetico in cui viviamo. Facciamo una foto dove i nostri sguardi raccontino il disprezzo per questa violenza, il rispetto e la vicinanza che sentiamo per quelle donne che non potranno più mettersi in pose felici, che sono state perseguitate ed infine strappate ai loro figli, familiari e alle loro vite».
Per il momento hanno aderito all' iniziativa delle amiche contro il femminicidio oltre un centinaio di persone, tra cui anche il vice sindaco di Vaiano Primo Bosi, il Comune ha concesso il patrocinio.
Alessandra Agrati
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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