Il Tirreno

Prato

Forza Italia Prato riparte dalla candidatura-bis di Cenni

di Carlandrea Poli
Forza Italia Prato riparte dalla candidatura-bis di Cenni

In cento al Palace in cerca dello spirito del ’94. Il senatore Mazzoni: “Ho firmato le dimissioni da parlamentare”. Il sindaco Cenni: “Spero che il governo regga e anche a Prato ci vorrebbero le larghe intese”

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PRATO. La serata dell'orgoglio di Forza Italia, del partito che dà le dimissioni in massa a livello nazionale per esprimere solidarietà al caso giudiziario di Silvio Berlusconi e che a Prato vuole ricandidare a sindaco Roberto Cenni. E piove il primo effetto collaterale: il viadotto del Soccorso non verrà più finanziato se il governo cadrà. “L'iter dovrà ripartire da capo, riusciremo a salvare a malapena i fondi per la cultura – ammette Riccardo Mazzoni – Del resto, di fronte a Berlusconi, ubi maior...”.

Ieri, però, il clima espresso con un'energia a tratti effimera era quello dell'ottimismo da inizio di campagna elettorale. Così il senatore Mazzoni: “Teniamoci stretti Cenni, è un fuoriclasse. Abbiamo un obiettivo: ricandidarlo”. Mentre l'assessore all'integrazione Giorgio Silli si è azzardato in un pronostico: “Vinceremo le elezioni politiche e rivinceremo le amministrative al primo turno. Qua a Prato il clima è cambiato, tornando a nostro favore”.

Si poteva cogliere che il vero festeggiato – dinanzi alle cento persone assembrate in una saletta dell'Hotel Palace – fosse il sindaco piuttosto che il “ritorno al futuro” rappresentato dalla riesumazione di Forza Italia e del mitizzato spirito del '94. Cenni non si è negato, anzi il suo discorso è stato simile all'abbrivio della campagna per la riconferma – malgrado la sua refrattarietà a rompere gli indugi in tempi relativamente brevi: “Nell'ultima parte del mandato stanno succedendo cose straordinarie. Palazzo Pretorio e il Settembre sono un orgoglio per tutti e ci aiutano a far ritrovare un'anima alla città”.

Non è ancora il tempo di un rendiconto minuzioso dell'attività della giunta comunale, piuttosto delle “visioni” e delle cornici narrative. La mostra al museo civico, dunque fa riferimento al “periodo d'oro” del Rinascimento – espressione che, per proprietà transitiva, dovrebbe identificare allo stesso modo l'ultimo anno di giunta Cenni –, mentre quella omologa a Firenze ha costituito soltanto un “bignami” di quell'età. Spazio anche ad un vecchio leit motiv di Cenni, il cardato rigenerato: “Per 5 anni i delegati dell'Uci (Unione ciclistica internazionale, ndr) vestiranno rigenerato di Prato e c'è l'idea dell'assessore regionale Simoncini di far fare al nostro distretto le divise dei vigili di tutta la Toscana”.

All'arrembaggio dentro i confini della città come all'estero: due settimane fa a Prato l'incontro con una delegazione del governo tunisino per cercare una partnership per la costruzione di case popolari e per la depurazione delle acque industriali, per le quali l'amministrazione potrebbe mettere a disposizione il know-how cittadino. A ben pensarci, a smorzare un eccessivo entusiasmo è il contraccolpo di una crisi del governo Letta: “Io spero che duri – è il pensiero del sindaco, legato a doppio filo al ministro delle infrastrutture per il raddoppio della declassata –. Anche a Prato, d'altronde, bisognerebbe pensare a trovare su alcuni problemi locali una convergenza estesa al centrosinistra”. Ben altro spirito di Mazzoni, “commosso” e “orgoglioso” per aver obbedito all'ex premier nell'aver consegnato le sue dimissioni da senatore e per la chiusura della stagione delle larghe intese.

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