L'incontro in prefettura non risolve il caso Varvarito
Scelte rimandate per trovare una nuova sede. Intanto i genitori di Viaccia lanciano l’allarme salute dei loro figli, il coordinamento di Viaccia convoca un’assemblea e il sindaco di Montemurlo attacca quello di Prato
PRATO. Hanno aspettato oltre due ore fuori dalla sede della Prefettura per avere una risposta. Che però è mancata. Mezz’ora di colloquio tra il prefetto Maria Laura Simonetti e l’imprenditore Franco Varvarito, poi la fumata bianca. Da martedì 100 operai della Varvarito incroceranno nuovamente le braccia: il 1 ottobre scadrà l’autorizzazione perché l’impianto di lavorazione inerti possa continuare a operare sul sito di via Tourcoing. Tramontata l’opzione del Calice, dopo il parere negativo della conferenza dei servizi della Provincia, dopo 10 mesi siamo punto e a capo. L’azienda si ritrova nuovamente priva di una sede operativa dove lavorare in attesa del trasferimento a Viaccia dove comitati, Circoscrizione Ovest e Comune di Montemurlo alzano da mesi le barricate. Lunedì dovrebbe riunirsi un’altra volta il tavolo tecnico.
Nel frattempo, Franco Varvarito è amareggiato. «Abbiamo chiesto la convocazione del tavolo per lunedì con tutti gli interlocutori per sapere cosa dobbiamo fare martedì mattina. Siamo fiduciosi, aspettiamo. Ma se dovevamo chiudere, a quel punto si chiudeva il 12 dicembre 2012 quando erano scaduti i permessi. Abbiamo rispettato tutto l'iter istituzionale ma ora cosa dobbiamo fare, andare in giro con i nostri mezzi a bloccare la città? Da imprenditore e cittadino sono amareggiato: qui c'è in gioco la vita di 100 famiglie».
Protesta e intrattenimento. E’ così che il Coordinamento di Viaccia cavalca la nuova ondata di mobilitazione contro la Varvarito. E mentre i titolari della ditta frantumazioni di inerti sono in Prefettura per un nuovo incontro con i tecnici di Comune e Provincia piovono polemiche e proteste.
La protesta dei dipendenti della Varvarito -LE FOTO
Intanto il Coordinamento di Viaccia cavalca la nuova ondata di mobilitazione contro la Varvarito. E mentre i titolari della ditta frantumazioni di inerti erano in Prefettura per un nuovo incontro con i tecnici di Comune e Provincia piovono polemiche e proteste. Il primo è il sindaco di Montemurlo Mauro Lorenzini che avverte il primo cittadino di Prato Roberto Cenni: “Ho il diritto e il dovere di difendere il mio territorio”, interviene anche un gruppo di genitori di Viaccia per lanciare l’allarme salute dei loro figli che frequentano la scuola di Viaccia che in linea d’aria dista pochissimo dal sito scelto in via delle Lame per il trasferimento della ditta di trasformazione di inerti dopo che è stato scartato il trasferimento temporanea al Calice.
“Dato il continuo susseguirsi di notizie contrastanti e di colpi di scena clamorosi, accompagnati da risibili rassicurazioni da parte del sindaco Cenni alla popolazione – scrive il Coordinamento dei cittadini di Viaccia - su dove l’amministrazione comunale destina la risoluzione del caso Varvarito, il Coordinamento cittadini per Viaccia invita tutti il 4 ottobre alle 20 presso i locali del Circolo La Libertà di Viaccia, per una cena–buffet, mentre alle 21.30 sarà tenuta una assemblea in cui saranno forniti chiarimenti sul caso”. Dopo la cena, e l’assemblea, la festa al circolo continuerà con la musica. Un’iniziativa pensata anche per “fare cassa” “visti – conclude il Coordinamento – gli alti costi dela ricorso al Tar”. Invitati, ovviamente sindaco e presidente della provincia.
Da parte sua il sindaco di Montemurlo Lorenzini risponde “per le rime” al sindaco di Prato: “Come sindaco – afferma - ho il dovere di difendere il mio territorio e di tutelare la salute e la sicurezza dei miei cittadini e delle attività produttive che vi operano. Il sindaco Cenni non può scaricare un problema a confine con un altro comune e pretendere che da parte mia non arrivino rimostranze. In via delle Lame è prevista una grande cassa d’espansione – continua - così come ha confermato con una lettera dei mesi scorsi dall’Autorità di Bacino ed è mia intenzione fare di tutto perché quanto previsto sia rispettato. La cassa d’espansione, infatti, per noi rappresenta una previsione di primaria importanza per mettere in sicurezza il torrente Bagnolo e tutta l’area industriale.” L’altra questione che solleva Lorenzini è quella legata alla viabilità. “Mi chiedo, e chiedo soprattutto al sindaco Cenni – continua - quali strade percorreranno gli oltre duecento camion che ogni giorno dovranno scaricare i detriti in via delle Lame? Le strade di Montemurlo non sono assolutamente adeguate a reggere un tipo di traffico del genere. Credo che anche su questo problema vada aperto al più presto un tavolo di confronto con il Comune di Prato, che non può far finta di nulla.”
Sono i genitori di Viaccia invece a lanciare l’allarme salute: “E’ vero che in un momento di crisi i posti di lavoro vanno salvaguardati – scrivono - però occorre pensare attentamente a tutti i "contro"; sicuramente Viaccia, come ha affermato il sindaco Cenni, non è una zona di pregio però noi siamo nati qui, abbiamo comprato casa qui e i nistri figli vanno a scuola qui. Pertanto, salvando il posto a 106 dipendenti della Varvarito occorre pensare a “chi stiamo facendo del male” e questo, lasciatecelo dire, il sindaco e i suoi cari collaboratori non ci hanno pensato oppure gli ha fatto comodo non pensarci”. I genitori spiegano che la zona in cui andrà la Varvarito “in linea d'aria, dista dalla struttura scolastica di Viaccia poche centinaia di metri e i nostri figli dovranno stare segregati in aula senza neppure aprire le finestre. Inoltre?molto vicino alla zona della Varvarito c'è l'unica zona verde attrezzata in cui i nostri figli possono giocare e fare attività sportiva: dopo la Varvarito i giardini saranno purtroppo vuoti”.
I genitori inoltre fanno presente che sempre nell’area sorge l’inceneritore di Montale “che, anche in questi giorni, ha sforato i limiti consentiti delle emissioni a cui saranno sommate le polveri sottili della Varvarito. Tutto ciò – concludono - causerà un danno alla nostra salute e un danno economico per la sanità poiché dovremmo ricorrere frequentemente ai pediatri o al pronto soccorso per le crisi respiratorie frequenti dei nostri figli e dei nostri anziani”. I genitori di Viaccia indicano come adeguata alle necessità di un’azienda come La Varvarito il Macrolotto “a meno che ci siano accordi economici tali – concludono - da far passare in secondo piano la salute di un piccolo paese”.
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