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Via Ciulli, il via libera da una lettera del ministero

Via Ciulli, il via libera da una lettera del ministero

PRATO. Il sottopassaggio di via Ciulli riaprirà il 15 novembre con l'installazione – prevista nel progetto presentato nei giorni scorsi – dei semafori all'ingresso che saranno sintonizzati con le...

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PRATO. Il sottopassaggio di via Ciulli riaprirà il 15 novembre con l'installazione – prevista nel progetto presentato nei giorni scorsi – dei semafori all'ingresso che saranno sintonizzati con le sonde nel torrente Bardena, utili a monitorare il livello d'acqua e i pericoli di straripamento. Tuttavia, la commissione lavori pubblici ha provato a chiarire come mai ci siano voluti tre anni per arrivare a deliberare questi interventi. Ed è toccato proprio al dirigente Lorenzo Frasconi offrire un inedito retroscena, che sembra confermare una tesi circolata negli ambienti dell'opposizione: il Comune prima di agire sul sottopassaggio ha voluto tutelare la posizione legale del suo ingegnere rinviato a giudizio per la morte delle tre donne cinesi nell'ottobre del 2010. Memore di una precedente tragedia, quella di via Manzoni dove fece migliorare l'illuminazione pubblica dopo un incidente mortale trovandosi come effetto collaterale un peggioramento della sua posizione giudiziaria, stavolta il responsabile dell'ufficio grandi opere ha scritto direttamente al ministero dei trasporti per capire i suoi doveri secondo la legge nella gestione della sicurezza viaria. La lettera risale allo scorso novembre, i chiarimenti sono arrivati poche settimane fa con un responso favorevole a Frasconi: i suoi obblighi sono soltanto quelli strettamente legati al codice della strada. Secondo quest'interpretazione, pertanto, il Comune non sarebbe stato tenuto a inserire una barra d'accesso. Un argomento ignoto finora al palazzo del Comune che alleggerirebbe di molto la posizione giudiziaria di Frasconi e che verrà ben presto sventolato in tribunale nel procedimento in corso. Del resto, il potenziamento delle misure di sicurezza nel sottopassaggio di Narnali è stato deciso solo con un accordo fra Comune, procura della Repubblica e Gip proprio per scongiurare un passo falso di Frasconi. Se questo rappresenta indubbiamente un punto a favore della difesa per un altro verso rinfocola le perplessità del Pd, in primis del consigliere Andrea Colzi: «Il Comune ha sposato appieno la linea difensiva di Frasconi, sovrapponendo il suo interesse a quello generale. La giunta ha preferito aspettare piuttosto che decidere di spostarlo per velocizzare i tempi del dissequestro».

Carlandrea Poli

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