Il Tirreno

Prato

Sei ergastoli e due assoluzioni per l’esecuzione di Ciro Cozzolino

di Paolo Nencioni
Sei ergastoli e due assoluzioni per l’esecuzione di Ciro Cozzolino

Prato: hanno un nome dopo 14 anni gli assassini dell’imprenditore che fu freddato a colpi di pistola nel 1999 a Montemurlo. Fu un omicidio di camorra

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PRATO. Sei ergastoli e due assoluzioni. Hanno un nome, dopo 14 anni, gli assassini di Ciro Cozzolino, ucciso a colpi di pistola la sera del 4 maggio 1999 in via Pascoli a Montemurlo in quello che viene ricordato come l’unico omicidio di camorra degli ultimi venti anni in Toscana.

La seconda sezione penale della Corte d’assise di Firenze, presieduta nell'aula bunker di Santa Verdiana da Fernando Prodomo, ha emesso oggi, 26 settembre, la sentenza nei confronti degli otto imputati tirati in ballo da quattro pentiti, il più importante dei quali è Gerardo Sannino, esecutore materiale dell’omicidio che un paio di anni fa ha deciso di autoaccusarsi facendo i nomi dei complici e poi è stato condannato a otto anni (grazie alla collaborazione).

La pena dell’ergastolo è toccata a Giacomo Zeno, Stefano Zeno, Antonio Birra, Giovanni Birra, Giuseppe Chierchia e Palmerino Gargiulo. Assolti invece Gerardo Ascione, che era difeso da Antonino Denaro, e Salvatore Di Dato, difeso da Costanza Malerba e Federico Febbo. Tra i difensori anche Manuele Ciappi e Valeria Fontana.

Per l’omicidio Cozzolino erano già stati condannati Vincenzo Ascione, fratello di Gerardo, e Michele Chierchia, padre di Giuseppe, insieme a un terzo imputato nel frattempo deceduto, ma i tre (difesi da Antonino Denaro e Alberto Rocca) furono assolti in appello.

Quanto al movente, è confermato l’ipotesi della prima ora, e cioè che Ciro Cozzolino fu ucciso per uno sgarro che aveva fatto al clan Birra di Ercolano nel commercio degli stracci a Montemurlo.

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