Toscana
Quadri contesi, Cenni a Zonin: meglio il dialogo del tribunale
A Diretta sera il sindaco non scioglie la riserva sulla sua ricandidatura e esalta la grande presenza di visitatori stranieri alla mostra su Lippi
PRATO. Meglio una soluzione di buon senso che finire in tribunale a farsi la guerra a suon di carte bollate. Questa la ricetta del sindaco Roberto Cenni che nel corso della trasmissione «Diretta sera» ha teso un ramoscello d’ulivo alla Banca popolare di Vicenza sulla vicenda dei quadri contesi della Galleria degli Alberti.
Cenni ha auspicato una soluzione di "buon senso" con Zonin prima di ricorrere alle vie legali. «Prima che si vada ad una discussione di diritto sarebbe meglio trovare un accordo a favore del territorio». Un appuntamento risolutivo potrebbe essere quello fissato per domani a Vicenza.
Nel corso della trasmissione, Cenni ha parlato a tutto campo, anche della sua ricandidatura a sindaco, ma non ha sciolto la riserva sostenendo che bisogna pensare prima al candidato migliore per i bisogni dei cittadini piuttosto che a quello più adatto per vincere le elezioni. Tuttavia si è detto gratificato dalle richieste: "Mi è riconosciuto da tantissimi cittadini un impegno totale e continuo. Ho dato il massimo in ogni circostanza”.
Pur non buttandosi ancora nell'agone elettorale ha tracciato una sua idea di futuro della città che potrebbe tornare utile in caso di ricandidatura. Partendo dall'esposizione di Palazzo Pretorio riferendo il dato del 30% di stranieri (francesi, tedeschi, inglesi prevalentemente) fra gli accessi alla mostra "Officina pratese", che testimonia una capacità attrattiva di Prato superiore alle attese.
“Se riuscissimo a coordinare l'esposizione del Pretorio con la riapertura del Pecci prevista a maggio – è stata la tesi del primo cittadino a Diretta Sera – potremmo recuperare un'identità cittadina minata dalla crisi economica e dal fenomeno dell'immigrazione. In questo senso vedo anche la Palla Grossa come un tentativo di recuperare le proprie radici”.
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