Il Tirreno

Prato

Nuovo ospedale, turbine troppo rumorose in via Ciulli

di Pasquale Petrella
Nuovo ospedale, turbine troppo rumorose in via Ciulli

Dopo gli esposti presentati all’Asl, all’Arpat e al Comune di Prato, alcune famiglie di residenti si sono rivolte ad un avvoc ato di La Spezia per chiedere un risarcimento dei danni

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PRATO. Il traffico è già aumentato almeno del settanta per cento rispetto a pochi giorni fa. Ma quello - in linea di massima - i residenti di via Ciulli se l’aspettavano ed anche per questo da tempo chiedevano all’amministrazione comunale di riaprire il sottopasso sotto la ferrovia chiuso dal 5 ottobre del 2010, in modo da armonizzare meglio il flusso dei veicoli. Quello che non avevano previsto però era il rumore sordo, ventiquattrore su ventiquattro delle turbine e dei generatori che si trovano proprio a ridosso della via Ciulli nella parte posteriore del nuovo ospedale.

«E’ da fine luglio che non dormiamo», dice la signora Lucia Laschi che con altre sette famiglie vive in un condominio di via Ciulli, a ridosso dell’ex passaggio a livello della vicina ferrovia. «Il rumore di quelle turbine è talmente alto che ci sta facendo andare fuori di testa. Abbiamo già presentato degli esposti all’Asl, all’Arpat e al Comune perché riteniamo che quel rumore sia fuori da ogni regola – continua la signora Laschi – L’Asl ci ha subito risposto e con il dottor Luigi Ricci sembrava che si stesse interessando. Ci ha detto che avrebbero risolto il problema e ci chiama di continuo per sapere come va. Il fatto è che va sempre peggio e i pannelli fonoassorbenti promessi e che sembra abbiano cominciato a montare, non sono sufficienti. Mi chiedo come sia possibile oggi, nel 2013, realizzare una simile struttura senza preoccuparsi di fare uno studio sull’impatto ambientale che tale struttura avrebbe potuto provocare sulla zona?» La protesta della signora Lucia Laschi e degli altri coinquilini, non finisce qui. «Abbiamo già dato incarico all’avvocato Rugantino Marcantoni di rappresentarci e chiedere i danni perché non ne possiamo più e perché crediamo che sia stato commesso un errore madornale nella progettazione del nuovo ospedale che non ha tenuto presente l’impatto ambientale sui residenti».

Particolarmente preoccupate sono anche le famiglie D’Oria e Patriarca che vivono al numero 73 di via Ciulli, «I nostri cani sembrano impazziti da quando sono in funzione quelel turbine», dice Gianni D’Oria.

All’inquinamento atmosferico provocato dal nuovo traffico si è aggiunto quello acustico e i residenti di via Ciulli, quelli a ridosso dell’ingresso posteriore, adesso sono sul piede di guerra.

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