Sicurezza
Biffoni (Pd) si schiera contro il sistema per la tracciabilità dei rifiuti
Alla vigilia dell’entrata in vigore del Sistri, il deputato ha firmato una proposta di legge per la sua abolizione («inefficiente e oneroso per le aziende») e propone un metodo alternativo
Alla vigilia dell’entrata in vigore del Sistri, il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, il deputato del Pd Matteo Biffoni ha sottoscritto una proposta di legge che si propone di abolirlo e in una nota diffusa oggi, giovedì 26 settembre, spiega perché.
«Io penso - scrive Biffoni - che non sia possibile procedere all'avvio del Sistri, il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, ossia lo strumento informativo introdotto nel nostro ordinamento per monitorare i rifiuti pericolosi tramite la loro tracciabilità, in queste condizioni: per questo su questo tema ho lavorato e sottoscritto in questi giorni una proposta di legge che va proprio nella direzione di abolire il sistema di tracciabilità dei rifiuti che dovrebbe entrare in vigore dal 1° ottobre. Le imprese e i loro rappresentanti - e lo affermo dopo aver a più riprese incontrato e parlato con i referenti delle organizzazioni economiche, sia nazionali che locali, nelle ultime settimane - lo stanno dicendo da tempo e con loro anche molti parlamentari: il Sistri è inadeguato e ha già dato numerose prove di inefficienza, onerosità, scarsa trasparenza e inadeguatezza: il termine operativo, qualora fosse confermato, comporterebbe notevoli disagi alle diverse decine di migliaia di imprese e di operatori che producono e gestiscono rifiuti pericolosi e i costi economici e organizzativi di tale avvio sarebbero rilevanti, in particolare in un momento di crisi e di difficoltà per le imprese».
«Occorre voltare decisamente pagina - spiega Biffoni - prendere atto che il Sistri è stato un fallimento, ridisegnare il sistema di tracciabilità dei rifiuti focalizzandolo su tipologie di attività e quantitativi di rifiuti prodotti o gestiti che effettivamente possono arrecare un danno all'ambiente ed esentare al contempo specifiche categorie di attività che per tipologie e volumi prodotti hanno un impatto marginale se non indifferente ai fini della tutela dell'ambiente e della tracciabilità dei rifiuti».
«Per questo motivo - conclude il deputato del Pd - ritengo doveroso che il Governo e il ministro Andrea Orlando, che conosco essere particolarmente sensibile a questo tema, pongano rimedio a questa situazione lavorando perchè dal 1° ottobre non entri in vigore il Sistri con le relative sanzioni. Contestualmente si rende necessario ipotizzare una modalità diversa di tracciabilità dei rifiuti, che già nella proposta di legge si individua in maniera puntuale, indicando come nuovo sistema il cosiddetto STRIF, condividendo la necessità di vedere lo Stato protagonista di una battaglia senza quartiere contro le ecomafie e lo smaltimento illegale di rifiuti».
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