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Misericordia e Dolce, Comune e Provincia di Prato fanno scintille

Misericordia e Dolce, Comune e Provincia di Prato fanno scintille

Divampano le polemiche sul futuro dell'area. Lamberto Gestri Lancia una provocazione: vendere palazzo Banci Buonamici piuttosto che dare ai privati l'area del vecchio ospedale. Roberto Cenni reoplica: "vendano pure ma per coprire il boco del Creaf"

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PRATO. Il futuro del vecchio ospedale sta a cuore ai politici pratesi. E dopo il botta e risposta tra il sindaco di Prato Roberto Cenni e il presidente della Regione Enrico Rossi all’inaugurazione della nuova struttura ospedaliera a Galciana con l’annuncio che parte degli ingressi del Misericordia e Dolce saranno murati (in attesa di capire cosa verrà realizzato non è solo la Provincia a voler dire la sua.

La serata di proposte organizzata dal Tirreno il 24 luglio scorso

E' stato il presidente Lamberto Gestri a lanciare un aprovocazione: "Sono disposto a vedere Palazzo Banci Buonamici, la sede della Provincia, piuttosto di cedere ai privati l'area del Misericordia e Dolce". La risposta polemica del sindaco Roberto Cenni non ha tardato ad arrivare: "Se proprio devono vendere qualcosa lo facciano per sanare il buco del Creaf, quello sì uno scandalo".

«La stampa di questi giorni ci dimostra - scrive Luca Roti il presidente della commissione ambiente e territorio della Provincia di Prato (facendo seguito a un precedente intervento dell’assessore Alessio Beltrame) - come il sindaco Cenni sia nuovamente in campagna elettorale, ma ci dice anche che la pochezza delle azioni realizzate nei quattro anni del suo mandato lo portano ad addossare alla Provincia la responsabilità di un suo fallimento. Quello di non aver saputo cogliere l'opportunità di riqualificare un'area vitale della città, l'ex Misericordia e Dolce, mantenendone le funzioni pubbliche. Sono stati gli stessi cittadini a farglielo notare nel corso della serata partecipativa promossa nel giardino Buonamici nel luglio scorso, serata alla quale il sindaco era presente, quando si è alzata forte la voce di chi non credeva nella destinazione ad area residenziale e commerciale».

«Il sindaco - è sempre Roti a parlare - si trova in una empasse gravissima, sempre in ritardo rispetto alle esigenze della città che amministra. Ne è un ulteriore esempio la strada di collegamento con il nuovo ospedale. Dopo due giorni dall'inaugurazione della struttura si ipotizza la realizzazione di una nuova strada, perchè non pensarci prima? Ecco per il Misericordia e Dolce i suggerimenti e le idee sono arrivati per tempo, li ascolti. Ancorarsi esclusivamente alla cementificazione di quell'area dà prova di non essere in sintonia con la città».

«Come Gruppo Pd - aggiunge Massimo Carlesi, capogruppo in Comune del Pd - chiedemmo due anni fa un approfondimento in commissione urbanistica che fu liquidato in cinque minuti, poi abbiamo riproposto la necessità di approfondire il futuro dell'area in occasione della mozione sul Polo Oncologico ma non abbiamo mai riscontrato disponibilità da parte del sindaco in questa direzione. Noi, come gruppo, chiediamo:

  1. No alla colata di cemento all'interno delle mura con 200 appartamenti e non solo
  2. Sì al parco urbano unito a alcuni edifici con funzioni ludico sportive
  3. Sì ad una riprogettazione dell'area esterna ( piazza Macelli , via dell'Abbaco, Via Genova, Piazzale Ebensee ) dove si trovano in abbandono edifici importanti come la fabbrica Ex. Lucchesi ed altre fabbriche
  4. Sì alla creazione di percorsi pedonali e ciclabili per metter in relazione Piazza del Collegio e Piazza dell'Ospedale
  5. Facciamo diventare quell'area la nuova porta d'accesso al Centro Storico.
  6. Chiamiamo la città ad esprimersi con proposte ed idee».

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