Il Tirreno

Prato

I nuovi semafori mandano in tilt la viabilità del centro

di Danilo Fastelli
I nuovi semafori mandano in tilt la viabilità del centro

Un pomeriggio di follia automobilistica: il via agli impianti paralizza il traffico Code lunghissime e proteste dei cittadini. Caverni si scusa: «Esperimento fallito»

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PRATO. Gli automobilisti pratesi ieri hanno fatto da cavie all’esperimento di ingegneria del traffico tentato dall’assessore alla mobilità Roberto Caverni e dai dirigenti del Comune. Passano quattro ore e il test viene dichiarato fallito, con tante scuse ai contribuenti.

È una storia che ha dell’incredibile, questa dei nuovi semafori installati in piazza San Marco, all’angolo con via Piave e via San Silvestro. Vengono accesi alle 13,30 e rispenti alle 17,30, nonostante il tentativo dei vigili di smistare il traffico a mano, dato il gran caos che si è prodotto.

Alle 16, percorrendo a ritroso il serpentone di auto di una via San Silvestro saturata dai gas dei tubi di scappamento, l’imbottigliamento è micidiale. Anche Piazza Mercatale è congestionata e la coda prosegue ben oltre, fino alle porte della stazione del Serraglio.

Secondo le simulazioni degli ingegneri, il nuovo semaforo avrebbe dovuto abbattere i tempi di percorrenza dell’ora di punta dai 6 ai 2-3 minuti, dall’inizio di piazza Mercatale fino a piazza San Marco. Saliamo sull’auto della signora Susanna, bolognese, a Prato da 30 anni, all’angolo con via San Giorgio. Per raggiungere piazza San Marco, cronometro alla mano, impieghiamo 14 minuti e 20 secondi. «Mi raccomando - dice quando ci salutiamo - ringrazi da parte mia il genio che ha avuto questa pensata».

La stessa scena si ripete in viale Piave: la coda si snoda in via del Ceppo Vecchio e arriva a Porta Frascati. Insomma, è bastato accendere due semafori per paralizzare la città.

E i cittadini esasperati sono andati su tutte le furie: in redazione piovono le telefonate inviperite di residenti e commercianti per l’ingorgo che si è formato tutto intorno a piazza San Marco. Mentre per tastare il polso ai malcapitati automobilisti, basta ascoltare la giungla di clacson isterici che fa da colonna sonora a un pomeriggio da dimenticare.

Quindi, già intorno alle 16,30, nella piazza dei semafori mancati tornano i vigili urbani a smistare a mano il traffico. Il semaforo dice rosso e loro fanno il gesto del via libera. Va avanti così per oltre un’ora, poi finalmente arriva la decisione di spegnere tutto. E la viabilità torna normale.

«Ci spiace ma l’esperimento è fallito - dice al telefono l’assessore Caverni - l’intervento al simulatore dava buoni risultati ma nella realtà si è rivelato un flop. Adesso cercheremo con urgenza un’altra soluzione». Quale? «Per ora la cosa migliore è lasciare i semafori spenti».

Nel laboratorio del traffico cittadino la miscela dei semafori si è rivelata esplosiva. E l’ampolla è scoppiata.

@dfastelli

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