Il Tirreno

Prato

Gli artigiani di pedali e cerchioni

di Alessandra Agrati
Gli artigiani di pedali e cerchioni

Il lavoro quotidiano in bottega che diventa un’arte: dalle riparazioni delle forature ai restauri di pezzi pregiati

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PRATO. Riparare biciclette è un' arte, ci vuole manualità e competenze tecniche, oltre che passione. I “maestri riparatori” di Prato hanno tutti alle spalle almeno vent'anni di esperienza, qualcuno ha anche iniziato la propria carriera assemblando biciclette.

«Quando ho cominciato – spiega Marco Vannucchi, artigiano di piazza Ciardi – costruivo personalmente le bici, erano altri tempi, la reperibilità dei materiali era molto più facile e non c'era la concorrenza delle grandi industrie. «A metà degli anni '80 – continua Vannucchi – ho smesso di assemblare e ho cominciato a comprare bici artigianali, acquistate nel nord Italia per poi dedicarmi esclusivamente all' attività di riparazioni». Un lavoro che richiede precisione e competenza. «Ogni volta che risistemo la bicicletta di un mio cliente – spiega Vannucchi – sento il peso della responsabilità; se non stringo un dado a sufficienza rischio di fare del male al ciclista. Purtroppo nessuno pensa a questo aspetto che invece è molto importante». Entrare nel negozio di Vannucchi è come fare un salto in un' altra epoca; il bancone è ingombro di viti, bulloni e molle, intorno l'odore della gomma. «Sembra impossibile – spiega – ma il mio è anche un lavoro pericoloso; quando si fora una camera d'aria controllo a mano dove sia il buco; alle volte trovo una spina o un chiodo qualche volta invece spunta un ago di siringa. E qui scatta l'allarme». Vannucchi nella sua lunga carriera ha visto passare nel suo negozio anche biciclette da collezionisti. «Qualche anno fa è arrivato da me un ragazzino con una bici magnifica, ma trasandata, la usava come bicicletta da cross e aveva in mano uno dei più bei esemplari che avessi mai visto. E' stato un colpo al cuore». Oltre a riparare Vannucchi acquista e vende bici usate.«La richiesta è decisamente superiore rispetto all'offerta, in quanto io compro solo dai miei clienti, non voglio rischiare di trovarmi in un giro di ricettazione». Anche Melani Motor, in via Tobbianese a Vergaio, ripara bici e ritira quelle vecchie riportandole a nuova vita. «Siamo la seconda generazione di biciclettai – spiega Enrico Melani – mio padre ha cominciato negli anni '40 dopo essere stato a bottega in una piccola fabbrica, da lui abbiamo imparato questo mestiere». Doriano Melani in occasione della nomina del nuovo parroco di Vergaio Alfio Borretti (1946) gli ha donato una bicicletta costruita con le sue mani. «Il parroco – ricorda Leonardo Melani – l'ha usata per tutta la Toscana e credo che l'abbia ancora». Ma i tempi sono cambiati e così anche i fratelli Melani si sono dovuti adattare creando un' attività fondata sulle riparazioni. «Riusciamo a rimettere a nuovo qualsiasi bici, anche quelle più vecchie che poi rivendiamo come usate. Purtroppo il mercato degli oggetti nuovi è bloccato: la gente ha paura di essere derubata così non compra biciclette di valore. Forse si potrebbe lanciare l'idea di un parcheggio custodito per sole bici». Marco Cirri, artigiano della bici di viale Veneto,invece, si è specializzato anche nel restauro. «Oggi il mercato dei collezionisti è in crescita, posso risistemare ogni tipo di bicicletta, l'importante è che mi vengano forniti i pezzi originali, merce rara da trovare». Tra un restauro e l'altro Cirri ripara le biciclette. «Per strada ci sono troppi vetri – commenta – così le forature aumentano in modo esponenziale, meno frequenti i danni alla struttura, parafanghi e ammaccature non sono una priorità». A guardare la quantità di clienti che entra ed esce dal negozio sembra proprio che Prato sia una città di ciclisti. «Durante l'inverno – precisa Cirri – il lavoro diminuisce in pochi sfidano il freddo e la pioggia».

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