Finanza
Sui ritardi si scontrano Comune e Provincia
PRATO. Sul futuro dell’area del Misericordia e Dolce scambio di accuse tra il Comune e la Provincia. L’argomento che infiamma sono i ritardi nella scelta della strada che dovrà garantire la...
PRATO. Sul futuro dell’area del Misericordia e Dolce scambio di accuse tra il Comune e la Provincia. L’argomento che infiamma sono i ritardi nella scelta della strada che dovrà garantire la trasformazione dell’area. Secondo il sindaco Roberto Cenni: «E’ la Provincia che entrando a gamba tesa e con un atteggiamento di assoluta chiusura ha impedito di procedere sulla linea tracciata con la Regione che prevedeva la cessione al Comune di 9mila metri di terreno con tre palazzine, 14mila metri di verde pubblico e 18mila da mettere in trasformazione ma con destinazioni - continua Cenni - tutte da decidere». Operazione che prevedeva la cessione ai privati di quella porzione di territorio anche per realizzare una quota di residenziale e di commerciale. Il Comune durante le fasi della trattativa, ora interrotta, si era reso disponibile a mettere sul tavolo la caserma della polizia municipale «per diminuire il quantitativo di volumi da mettere in trasformazione - continua Cenni - ma la Provincia non ha accettato. Una cosa è certa - conclude Cenni - un parco di 34mila metri non lo farò mai. Se invece è ferma volontà della Provincia che acquisti l’area e proceda». Accuse che da Palazzo Buonamici vengono respinte al mittente. «Si tratta - spiega il presidente Lamberto Gestri - di una impostazione completamente diversa tra noi e il Comune. Noi vogliamo che quel pezzo di territorio, che è l’ultima occasione che ha la città per riqualificare davvero il centro storico, resti nelle disponibilità del pubblico che poi può decidere di trasformarla accogliendo anche attività private. Se non si capisce questa differenza - conclude Gestri - diventa difficile confrontarsi». Il tentativo di Palazzo Buonamici è stato quello di predisporre con Regione e Comune un’operazione consistente di perequazione a partire dalla cessione degli immobili dell’ex Misericordia in via del Seminario con il patto però che identica volontà venisse mostrata dal Comune che ha rilanciato con la caserma di piazza Macelli. Entrambi gli edifici però sono ben lontani dall’asticella fissata dalla Regione che a Prato chiede 24 milioni.
Duro l’assessore provinciale al Territorio Alessio Beltrame: «Che l'ospedale vecchio sarebbe stato abbandonato il sindaco lo sa da quattro anni - attacca - Ma solo adesso, messo nell'angolo dall'urgenza del trasferimento, tenta lo scarica barile e, peggio, allarma la città con scenari di occupazioni e scorribande». «La nostra buona volontà è testimoniata dal fatto che abbiamo messo a disposizione parte del nostro patrimonio, il Comune faccia lo stesso - continua - Certo che se perfino il parco spaventa il sindaco per le difficoltà di gestione e visto che lui stesso ammette di non essere in grado nemmeno di tenere sotto controllo un fazzoletto di verde come i giardini di Sant'Orsola, credo sarà difficile uscire dalla logica dell'operazione finanziaria con cui il Comune vorrebbe liquidare la questione».©RIPRODUZIONE RISERVAT
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